Green pass, gli agenti: noi sui bus, i criminali per la strada

Controlli più serrati sulla certificazione verde con una particolare attenzione alle aree e alle fasce orarie di maggiore afflusso di persone e al trasporto pubblico. Al via da ieri – con l’entrata in vigore del cosiddetto Super Green pass e delle nuove misure previste dal decreto legge n.1722021 per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 –, la stretta annunciata dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha visto scendere in campo le forze dell’ordine per la verifica dei Pass.

In diverse città sono scattate le prime multe: a Roma, in mattinata, dal centro alla periferia, sono state elevate due sanzioni da 400 euro a due passeggeri scesi dai mezzi pubblici senza certificato ed è stato chiuso per 5 giorni un bar del quartiere Tiburtino. Come stabilito dal decreto il piano prevede “l’effettuazione costante di controlli, anche a campione, avvalendosi delle forze di polizia per garantire il rispetto dell’obbligo del possesso delle certificazioni”, ma specifica che tali attività devono essere “svolte nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.

Vista l’ampiezza degli ambiti di applicazione che rende pressoché impossibili controlli a tappeto, il governo rinnova l’appello al “buon senso”. Ma il carico di lavoro aggiuntivo per le forze dell’ordine risulta, comunque, immane. “La coperta è corta” spiega il segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), Stefano Paoloni commentando l’intensificazione dei controlli del Green pass.

Per le forze di polizia si tratta di un’attività sostenibile?

“Dopo i tagli operati dalla legge Madia a noi mancano già 10mila uomini. Con gli organici già all’osso è chiaro che affrontare i controlli Green pass significa tralasciare altro: non si fa prevenzione, non si fa contrasto, non si fanno indagini”.

Ieri quali attività sono state tralasciate per eseguire i controlli Green pass?

“Per fare un esempio, nelle città dove le volanti sono state impiegate per controllare i certificati, queste non hanno effettuato il regolare servizio di controllo, prevenzione e repressione”.

Ritiene che tali controlli potrebbero essere svolti da altri soggetti?

“Si tratta di attività che potrebbero tranquillamente essere fatte anche da personale qualificato come ad esempio gli steward negli stadi o i controllori sugli autobus. Questi ultimi nel momento in cui svolgono la loro funzione sono pubblici ufficiali. L’intervento delle forze dell’ordine è doveroso dove ci sono situazioni particolarmente critiche ma non dovrebbe essere previsto per i controlli di routine”.

Obbligo vaccinale esteso alla polizia. Come è stata accolta questa decisione?

“Anche in polizia abbiamo una parte di persone che sono contrarie al vaccino. I dati dimostrano che la campagna vaccinale è lo strumento per uscire da questa pandemia ma la preoccupazione nei confronti di coloro che non vogliono vaccinarsi è grande: da una parte il personale non vaccinato rischia di rimanere senza retribuzione, dall’altra si verificherà un’ulteriore riduzione degli organici. A noi servono 8 mesi di corso per avere un sostituto pronto a entrare in servizio”.

Quotidiano NazionaleNell’immagine controlli della polizia sui bus nel primo giorno di Super Green Pass (Dire)

Un pensiero su “Green pass, gli agenti: noi sui bus, i criminali per la strada

  • 7 Dicembre 2021 in 9:41
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    Evviva gli nostri sforzi dell’ordine e il governo del buonsenso!!! Chissa’ quanto durerete…

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