Covid-19, Cts: vaccinare i minori serve per «educazione e ricreazione», non per una grave patologia

Ne abbiamo già parlato sul nostro giornale, ma non ci stufiamo di ribadire il concetto espresso dal Cts: si vaccinano i minori non per la gravità della pandemia da Covid-19 e relative varianti nei loro confronti, ma per un aspetto politico/sociale.

La CTS osserva che «sebbene l’infezione da SARS-CoV-2 sia sicuramente più benigna nei bambini, in alcuni casi essa può essere associata a conseguenze gravi, come il rischio di sviluppare la sindrome infiammatoria multisistemica (MIS-c), che può richiedere anche il ricovero in terapia intensiva» si legge nella circolare Aifa.

Infine la CTS sottolinea che «la vaccinazione comporta benefici quali la possibilità di frequentare la scuola e condurre una vita sociale connotata da elementi ricreativi ed educativi che sono particolarmente importanti per lo sviluppo psichico e della personalità in questa fascia di età».

Sono arrivati a scriverlo, oltre a dirlo, senza il minimo ritegno, che l’inoculazione di un farmaco genico SPERIMENTALE nei bambini serve per la vita sociale non per prevenire o contrastare una malattia: ma è mai possibile che non ci sia nessuno che si domandi il perché un vaccino sperimentale, nato per contrastare un virus, dovrebbe servire per elementi ricreativi ed educativi e non per prevenire un contagio dannoso?

«Ho finito con le domande, signor Giudice» direbbe l’accusa in un film dell’orrore.

 

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