Covid, tutte le «balle» del virostar, Belpietro: «cambiate canale quando lo vedete in tv»

Alla «Verità» crediamo nella scienza, perciò ci poniamo dubbi. Molti medici invece spesso vanno in tv a sparare sentenze che poi vengono smentite dai fatti. Uno dei più assidui, Matteo Bassetti, è uno specialista in materia. Però insiste, supportando le sue opinioni con dati fasulli. E quando glielo si fa notare dà in escandescenze. Come si fa a fidarsi?

Di questi tempi è necessaria una premessa: il giorno in cui la Lombardia, ossia la regione in cui vivo, ha consentito la vaccinazione alle persone della mia fascia di età, io non ho lasciato passare un minuto e ho prenotato la prima iniezione. Poi, 21 giorni dopo, mi sono presentato puntuale per la seconda dose. Dunque, sono completamente vaccinato e ho il green pass, che tuttavia, quando mi reco in uno studio televisivo o in qualche Palazzo della politica, non conta niente, perché per accedere mi devo sottoporre a un tampone antigenico. Per completezza d’informazione, aggiungo che non appartengo a qualche bizzarro gruppo convinto che la terra sia piatta e nemmeno penso che il Covid sia un’invenzione o un complotto per avvelenarci o controllarci tutti. Al massimo, come probabilmente pensano in tanti, ritengo che il virus non sia dovuto a un pipistrello scappato da una grotta sconosciuta, ma si trai di un esperimento che è sfuggito di mano a un laboratorio ben conosciuto. Ciò premesso, credo alla scienza e proprio perché mi fido della scienza applico ogni volta uno degli insegnamenti più importanti del metodo scientifico, cioè non mi nutro di certezze, bensì di dubbi e per questo sono abituato a verificare ogni singola parola che dico. E al tempo stesso mi comporto in maniera uguale con ciò che dicono gli altri: se non so una cosa, la verifico.

Fine della premessa e inizio di quanto vi voglio raccontare. L’altra sera in tv mi è capitato di incontrare il professor Matteo Bassetti, primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale di Genova. Da tempo, cioè da quando è comparsa l’epidemia di Covid, abbiamo imparato a conoscerlo e ad ascoltarlo. Io stesso l’ho incrociato un paio di volte in alcune trasmissioni e quasi sempre l’ho trovato molto determinato nell’esprimere le sue evidenze scientifiche. Sottolineo sue, perché non sempre mi sono trovato in accordo con lui, soprattutto quando la scienza – da lui impersonata – si trasforma in opinione. Giovedì però Bassetti non si è limitato a esprimere le sue convinzioni, ma è andato oltre, citando una serie di dati a suo dire scientifici. Il primo riguardava il livello di vaccinazioni in California e il conseguente numero di contagi e di decessi. Secondo lui, nello Stato occidentale degli Stati Uniti il tasso gli immunizzati avrebbe raggiunto il cento per cento e questo avrebbe permesso di annullare i contagi e azzerare i decessi. Si dà il caso che io non avessi mai sentito parlare di un Paese e neppure di una provincia con il cento per cento di vaccinati e dunque mi sono subito dato da fare per colmare la lacuna, scoprendo però che a Los Angeles e dintorni la percentuale di vaccinati è di gran lunga inferiore a quella certificata in diretta da Matteo Bassetti.

Non solo: i contagi rasentano i quattromila al giorno e i decessi del 2 dicembre sono stati più di cinquanta. Insomma, niente di quello che ha detto Bassetti risponde al vero. Naturalmente, chiunque può sbagliare, anche un professore. Ma i dati sballati forniti dal luminare illuminato sotto la Lanterna (è di Genova) non si sono limitati alla California.

Parlando di vaccini ai bambini, Bassetti si è messo a recitare uno spot all’iniezione, raccontando che tutti gli istituti di ricerca e tutte le associazioni di pediatria raccomandano la puntura ai minori di 12 anni. Peccato che quello stesso giorno il presidente del comitato vaccini del Robert Koch institute, cioè l’equivalente del nostro Istituto superiore di sanità, avesse detto che per quanto lo riguardava non avrebbe fatto vaccinare i propri figli, ritenendo che non ci fossero dati sufficienti per decidere con serenità se i benefici dell’iniezione fossero più dei rischi. E peccato che le associazioni pediatriche di Francia e Germania, proprio negli stessi giorni avessero certificato l’assenza di un’emergenza Covid fra i più piccoli, raccomandando di proteggere solo ed esclusivamente i minori con patologie e gravi carenze immunitarie.

Per sostenere la sua tesi a favore della vaccinazione ai bimbi, Bassetti ha poi citato uno studio tedesco, che dimostrerebbe i pericoli corsi dai bambini che contraggono il Covid. «Il morbillo dà la morte in un caso ogni 3.000 bambini colpiti», ha detto. «E oggi è uscito un lavoro tedesco che testimonia come la sindrome infiammatoria multisistema si verifichi in un caso ogni 4.000 bambini. Quel caso ha un rischio di mortalità 30 volte superiore a un altro bambino».

Il senso del discorso era piuttosto chiaro: un bambino ogni 4.000 rischia la morte. Però quello studio, da me citato nell’articolo di ieri, dimostra esattamente il contrario. Infatti, nella ricerca si spiega che il tasso di mortalità da Covid non può essere calcolato per i bambini da 5 a 11 anni senza comorbilità «a causa dell’assenza di dati». Mentre Bassetti fa credere che un bambino ogni 4.000 rischi la morte per il virus, i ricercatori spiegano che la possibilità di un decorso grave della malattia o addirittura di un decesso fra i bambini senza altre patologie è così bassa che «non è stato possibile calcolare la mortalità a causa dell’assenza di casi». Di più: per tutti i bambini di età compresa tra 5 e 11 anni, il tasso di ricovero in terapia intensiva è stato pari a 1,7 ogni 10.000 casi di Covid e per i bambini senza altre malattie dello 0,2 ogni 10.000 contagiati. Insomma, un tarocco come quello del cento per cento di vaccinati al sole della California. Di fronte all’evidenza dei dati scientifici, lo scienziato di Genova, anziché scusarsi per aver diffuso informazioni fasulle, ha iniziato a fare ciò che fa chiunque è a corto di argomenti, ossia ha cominciato a urlare, cercando di impedirmi, visto che lo smentivo dati alla mano, di parlare. Infine, non riuscendo a zittirmi, è passato direttamente all’insulto: non scientifico, ma da bar sport.

Che dire? Se questa è la scienza, si capisce perché tanti non scienziati non si fidino. Del resto, basta passare in rassegna le dichiarazioni di Bassetti negli ultimi due anni per coltivare il dubbio ed essere più scienziati di lui. Leggere per credere e, soprattutto, per cambiare canale quando lo si vede apparire in tv.

26 febbraio 2020, giorno in cui si registrarono 400 contagi e 12 morti:

«Dobbiamo essere tranquillizzanti. Il coronavirus è più simile all’influenza che alla peste bubbonica». Non solo: «Stiamo attenti a questo bollettino di guerra che sembra quasi giustificare un certo atteggiamento. A oggi in Italia, veramente morto per il coronavirus non c’è nessuno. È meglio annullare i viaggi? Se uno li ha programmati li deve fare, cerchiamo di non fermare un Paese, ci stiamo facendo del male da soli».

2 agosto 2020, 35.000 morti dopo:

«Mi ha fatto male sentirmi dare del “negazionista”, al massimo chiamatemi “ottimista!”».

20 settembre 2020, prima della seconda ondata:

«È una malattia che nel 99,5 per cento dei casi non uccide come molte altre malattie infettive. Anzi, magari tutte le malattie infettive avessero solo lo 0,5 o 1 per cento di letalità». «“È andato in terapia intensiva” non vuol dire nulla. Ci vanno perché hanno la polmonite? Perché hanno la febbre? Oppure per altre patologie? La gente non sa neanche cosa voglia dire andare in terapia intensiva».

3 ottobre 2020, dopo l’inizio della seconda ondata:

«Parlerei di coda della prima ondata che si è rialzata portando un gran numero di contagiati asintomatici o poco sintomatici… Non siamo in presenza di un mare calmo come a luglio e agosto, ma neanche davanti allo tsunami della primavera scorsa».

12 novembre 2020, nel pieno della seconda ondata:

«Probabilmente le previsioni, anche quelle che ho fatto io, sono state sbagliate. Purtroppo, è tornata una importante ondata di questa infezione che nessuno di noi avrebbe voluto rivedere, trovando in molte situazioni medici, sanitari e sistemi già stanchi da una prima ondata che avevamo voluto dimenticare troppo presto»

13 agosto 2021, dopo un certo numero di previsioni errate:

«Ho sempre ritenuto sbagliato il terrorismo mediatico sul Covid e i bollettini che, almeno in certi momenti della pandemia, l’anno scorso ci informavano, ossessivamente, ogni giorno, della situazione di morti e ricoverati».

16 agosto 2021, la prevenzione innanzi tutto:

«Finiamola da settembre di fare i tamponi ai vaccinati asintomatici perché è demenziale. Continuiamo a fare una quantità di tamponi enorme ai vaccinati che è sinceramente un esercizio senza senso. Fare tamponi ai vaccinati come stiamo facendo adesso a mani basse non so sinceramente a cosa porti se non a dare notizie negative alla popolazione sull’efficacia dei vaccini».

24 agosto 2021, la coerenza innanzi tutto:

«Ormai siamo in zona Cesarini per introdurre l’obbligo vaccinale, corriamo dei rischi enormi se arriviamo con il 15 per cento della popolazione italiana non vaccinata, parliamo di 50-60enni che rischiano di finire in ospedale tra pochi mesi».

11 novembre 2021, tocca ai bambini:

«Nella fascia tra i 6 e i 10 anni sono stati ricoverati circa 1.100 bambini e la mortalità nei loro confronti è di 5 su mille, mentre nella fascia successiva (11-13) vi sono state 861 ospedalizzazioni, cosa che fa sì che la mortalità sia praticamente dell’1 per cento».

Maria Rita Gismondo ha rifatto i conti con i dati della Società italiana di pediatria. Nella fascia di popolazione fra 0 e 19 anni, sono risultati positivi al Covid in 791.453, dei quali 8.451 sono finiti in ospedale, 249 sono stati ricoverati in terapia intensiva e 36 sono deceduti. «La popolazione da 0 a 19 anni (bambini?)», ha spiegato la direttrice di microbiologia clinica e virologica del Sacco di Milano «è pari a circa 10 milioni e mezzo. La matematica, tralasciando l’errore di età, ci dice che l’incidenza dei ricoveri in terapia intensiva è stata pari a 0,0023 e quella dei decessi è stata dello 0,0003. Queste già minime percentuali si abbassano drasticamente se osserviamo la fascia 0v- 12, cioè i veri bambini».

Click. Dopo l’ultima frase di Bassetti ho cambiato canale.

di Maurizio Belpietro – La VeritàGetty images

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