Compensi più alti nella pubblica amministrazione, come in tutti i regimi che si rispettino

Durante i regimi i dipendenti pubblici sono sempre stati agevolati. Ogni regime deve avere degli alleati all’interno della propria nazione. Pertanto, chi lavora per il governo, non per i cittadini come in teoria dovrebbe essere, viene gratificato in modo da far mantenere il consenso alla classe politica di cui devono sentirsi parte integrante.

Così come i regimi totalitari devono avere un’occhio di riguardo (es. sovvenzioni particolari per la pandemia) nei confronti dei media i quali rimpiazzano l’informazione con la propaganda: il senatore Mario Monti ha affermato in tv che «Bisogna trovare delle modalità meno democratiche nella somministrazione dell’informazione, in una situazione di guerra si devono accettare delle limitazioni alle libertà», ma questo anche in condizioni di pace, ossia la stessa situazione in cui si trova l’Italia.

E così «La strategia che abbiamo messo in campo [per la pubblica amministrazione, ndr] è molto articolata: reclutamenti più veloci, progressioni di carriera più fluide, nuovi contratti, vaste campagne di formazione, retribuzioni più alte. È chiaro che finora la Pa non è stata attrattiva, soprattutto per le figure ad alta specializzazione che, invece, saranno le più richieste, ed è altrettanto chiaro che la competizione con il privato sarà altissima».

Lo ha detto, in un’intervista al Messaggero, il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta. «Io sono ottimista, in cinque anni faremo un cambio del sangue della Pa. Dopo il Pnrr, tutti quelli che avranno fatto un’esperienza di lavoro a termine nell’ambito del Pnrr avranno una riserva del 40% dei posti nei concorsi pubblici». «Il lavoro in presenza è tornato a essere la modalità ordinaria per la Pa. Abbiamo abbandonato lo smart working fai-da-te e stiamo disegnando un vero lavoro agile, con regole contrattuali, organizzative e di customer satisfaction», riporta Italpress.

Che la Storia si ripeta lo sanno anche i sassi, ma molti umani non hanno ancora capito che si ripete con personaggi diversi ed in forme diverse: i dittatori del ‘900 sono morti e sepolti. Non bisogna più perdere tempo per il timore del ritorno di un eventuale fascismo di Benito Mussolini, oppure del comunismo sovietico di Iosif Stalin o addirittura del nazismo di Adolf Hilter. Adesso i dittatori sono le lobby finanziarie con politici e medici che fungono da «commerciali», rimpiazzando in tal modo il ruolo che hanno avuto nella Storia gli squadristi dei vecchi regimi: sveglia! Siamo nel XXI secolo, il terrore si diffonde con la falsa informazione, non con il manganello.

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