Demonizzano il non vaccinato per coprire chi finora ha sparso menzogne e mistificazioni

Pronta la stretta del governo: dietro il nome ingannevole si nasconde una misura discriminatoria. Chi non accetta l’iniezione sarà rinchiuso anche se non ha fatto nulla di illecito. E anche se la scienza ripete che l’ondata di contagi dipende da tutt’altro.

René Girard è forse lo studioso che ha meglio spiegato come funzioni la dinamica del capro espiatorio: «I persecutori», ha scritto, «finiscono sempre per convincersi che un esiguo numero di individui, persino uno solo, possa arrecare un nocumento esiziale all’intera società, a dispetto della sua debolezza apparente. È l’accusa stereotipata a legittimare e facilitare un tale convincimento». Ora, tenendo a mente queste parole, provate a riflettere su ciò che ha dichiarato il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: «Se l’alternativa diventa chiudere un teatro o una piscina per tutti o solo per chi non è vaccinato, io non ho dubbi». Chiaro il concetto? Quando scoppia la crisi, si dà la colpa a un piccolo gruppo di persone sulla base di accuse stereotipate. Certo, oggi non si tirano più in ballo pozioni magiche o ancestrali macumbe, ma il procedimento è lo stesso. Come notava ancora Girard, ora «la chimica sostituisce il demoniaco puro e semplice». Un tempo si riteneva che la peste fosse provocata da non vaccinati «avvelenatori» o stregoni che versavano nelle acque misteriosi intrugli. Oggi al posto degli avvelenatori ci sono i no vax. Mariastella Gelmini, ministro delle Regioni, forse inconsapevolmente, ripete l’antico meccanismo parlando alla Stampa: «Se i numeri peggiorano non paghino i vaccinati». Significa, ovviamente, che a pagare devono essere i non vaccinati.

Se ci fosse in giro ancora un filo di lucidità, i lettori si domanderebbero: ma perché mai qualcuno – vaccinato o meno – dovrebbe «pagare» il conto della pandemia? Quale colpa dovrebbero scontare i cittadini? Se ci sono colpe, al massimo, vanno addebitate ai politici, che finora hanno sparso menzogne e mistificazioni.

Eppure sembra che i più non si rendano conto di come venga costantemente applicata una visione del mondo irrazionale, magica. Poiché i contagi aumentano bisogna trovare un colpevole, qualcuno che va costretto, appunto, a pagare. E questo colpevole, ormai da mesi, è stato individuato: è il non vaccinato. Ogni giorno i media lo demonizzano, ribadiscono la sua natura di untore. Giusto ieri, sul Corriere della Sera, Sergio Harari sosteneva che dipenderà dai no vax «cosa accadrà nelle prossime settimane». Se i perfidi renitenti «affolleranno i nostri ospedali saremo tutti costretti a nuove restrizioni mentre il sistema Paese conoscerà un nuovo fermo». Capito? Se la malattia avanza non è per via di un insieme anche abbastanza complesso di fattori. No, è «colpa» degli untori. In realtà, che cosa stia accadendo è piuttosto chiaro: i vaccini, dopo qualche mese, perdono efficacia e, in più, è arrivata la stagione fredda. Dunque si contagiano e si ammalano anche coloro che si sono sottoposti alle inoculazioni, pure loro finiscono in terapia intensiva e purtroppo talvolta muoiono. Lo ha spiegato con molta chiarezza l’epidemiologo Carlo La Vecchia, che certo non è un rimbambito dedito a strane pratiche sciamaniche. Lo ha detto e ridetto Andrea Crisanti, precisando che prendersela con i no vax è inutile ed è una perdita di tempo. Lo ha scritto pure Guenter Kampf, studioso tedesco che – in un appello pubblicato su Lancet – ha chiesto di smetterla di stigmatizzare i non vaccinati.

Ma ogni richiesta è inutile, poiché il buon senso è sospeso, e il ragionamento è proibito.

I predicatori della Cattedrale Sanitaria vanno ripetendo che è da scemi pensare che il vaccino sia infallibile, ma sono stati proprio loro, per mesi, a presentarlo come se fosse dotato di virtù taumaturgiche. Ancora adesso non sono ammessi dubbi né critiche. Chiunque esprima perplessità è liquidato come sabotatore. Emblematico, a tal proposito, il titolo scodellato ieri dalla Prealpina, che dava conto di un appello pro vax sottoscritto da 40 sindaci lombardi: «Sì ai vaccini e basta odio». Come a dire: fatevi inoculare e piantatela di contestare.

La realtà mostra che i primi a fomentare odio sono stati i talebani del vaccino, ma bisogna dire che i cattivi odiatori siano i no vax. Dunque è loro che bisogna punire,anche se non hanno colpe: sono loro il capro espiatorio.

È esattamente questa la ratio delle nuove misure restrittive che il governo pensa di approvare già a inizio settimana. Stiamo parlando del famigerato lockdown per non vaccinati. Da dicembre, dovrebbe essere varato il «super green pass» (al momento dell’approvazione, era stato chiamato così pure il provvedimento attualmente in vigore, si vede che abbiamo la memoria corta). Il succo delle nuove norme dovrebbe essere il seguente: qualora dovesse tornare a scattare il temibile semaforo, a farne le spese saranno i renitenti alla puntura. Lo ha chiarito il ministro Renato Brunetta, implacabile: «Chi non ha il vaccino ma solo il green pass con il tampone subirà i vincoli del cromatismo». Se una Regione finirà in giallo, i non inoculati non potranno frequentare bar, ristoranti, piscine, palestre e altri luoghi pubblici. I perfidi untori, per farla breve, verranno segregati, pagheranno le loro colpe immaginarie con una forma di prigionia sanitaria (la chiamano green pass e non apartheid, ma siamo lì). Tutto ciò farà calare i contagi? Ovviamente no, a meno che la curva non raggiunga un picco e cominci naturalmente a scendere come accaduto altre volte (ma ogni volta che succede si dice che il merito sia delle chiusure). In ogni caso gli untori saranno isolati, discriminati, affamati e vilipesi: ai capri espiatori capita questo, di solito. Ci permettiamo solo un suggerimento, al fine di rendere tutto appena più scenografico. Proponiamo all’esecutivo di prevedere, assieme alle chiusure mirate, anche l’utilizzo di torce e forconi da esibire nei pressi delle abitazioni dei no vax. Se bisogna tornare ai tempi bui, insomma, che lo si faccia per bene.

di Francesco BorgonovoLa Verità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.