No Green Pass, Roma città aperta: «per la democrazia nel nome della Costituzione»

La manifestazione di ieri a Roma, la nostra Roma nella quale siamo cresciuti negli anni Settanta quando chi scendeva in piazza lo faceva, dio lo sa, con ben altri intenti e ben altri modi, ha accolto centinaia di migliaia di persone, tutte italiane, tutte libere, tutte innamorate di questo sfasciato Stivale, tutte senza paura perché è la paura che impedisce la vita, con una splendida giornata di sole e in un luogo straordinariamente evocativo qual è l’area del Circo Massimo, compresa tra i Fori Imperiali, il Colosseo, l’Arco di Costantino, la Bocca della Verità, il tempio di Vesta e le Terme di Caracalla. E scusate se è poco.

“E’ stata per me – ha spiegato Andrea Colombini, direttore d’orchestra – una grande soddisfazione potermi esibire davanti a così tante persone, una giornata meravigliosa, poter parlare e poter infiammare la piazza in un momento così alto per la democrazia italiana nel nome della Costituzione, nel nome della Repubblica, nel nome del rispetto di quei valori repubblicani per i quali, novant’anni fa, abbiamo combattuto e vinto il nazifascismo. La piazza di oggi è una piazza multicolore, una piazza che non si è mai vista, per la potenza e la voglia, una cosa che è durata fino alle 19.30 con quasi il doppio delle persone che sono arrivate visto che ha cominciato ad arrivare a partire dalle 16. Noi abbiamo finito a dieci minuti alle 16 perché abbiamo aperto noi la giornata con l’orchestra e con il coro. Non posso che ringraziare tutti gli altri che sono intervenuti tra cui la dottoressa Ornella Mariani Forni, il dottor Carlo Agnese, Rosario Del Priore, Luca Teodori ex candidato sindaco di Roma, Achille Zainz e Michele Giovagnoli, due grandissimi influencer  tanti altri nomi che hanno reso questa piazza una esperienza indimenticabile. E grazie anche ai tanti di Lucca che erano presenti perché la loro visita al Foro che abbiamo fatto mi ha fatto sentire orgoglioso e felice. Gente della mia città che mi ha fatto felice per essere lì ed aver rappresentato in parte sia la mia città sia Giacomo Puccini in una sede così bella”.

E adesso, per stroncare l’anelito di libertà di milioni di italiani che non ne vogliono sapere di essere umiliati, vincolati, redarguiti, sanzionati e, magari, chissà?, in un futuro prossimo anche deportati, cosa faranno le forze dell’ordine – a volte anche del (dis)ordine? – Obbediranno alla classe digerente e faranno come hanno sempre fatto ossia manganellare a destra e a manca, annaffiare con gli idranti, caricare con la forza, magari sparare come in Olanda per disperdere questa massa di facinorosi che rappresentano anche loro una fetta di un’Italia che vuole e ha diritto di vivere e, soprattutto, di lavorare per vivere? O sceglieranno di essere Uomini?

La Gazzetta di Lucca

 

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