Green pass 2G e 3G, in arrivo strette: tampone solo per il lavoro e niente mezzi pubblici

Il Green pass è diventato un tema caldo ormai. Se prima tutti potevano ottenerlo, anche quelli più scettici, a breve quasi sicuramente diventerà un bene esclusivo. L’esclusiva però non non vuole essere un privilegio, ma ci sarà comunque per tutti la possibilità di ottenerlo. Il nodo critico è convincere i più ostili no vax ad immunizzarsi. Il governo, in tal senso, sta lavorando per eliminare la possibilità di ottenere il Green pass anche con un tampone negativo. Prima si pensava di ridurre la validità del Green pass di 24 ore per i tamponati, adesso invece si va verso la linea più dura, si legge su Il Giornale d’Italia. Ovviamente non è una decisione a senso unico, ci saranno delle eccezioni. Il lavoro è sacrosanto, a prescindere dal vaccino. L’ipotesi è introdurre, come in altri paesi europei, il Green pass con certificato 2G e 3G. Il certificato 2G verrebbe rilasciato solo a coloro che sono vaccinati o guariti dal Covid-19, mentre il 3G a coloro che quasi quotidianamente si sottopongono al tampone. La differenza sta nel riconoscimento di tali certificazioni. Il Green pass 3G sarà infatti valido solo per recarsi al lavoro. La linea rigorista del governo prevede un’altra estensione del Green pass: l’utilizzo sui mezzi pubblici. Se passerà la linea del rigore, non si potrà più salire sull’autobus o in metropolitana senza green pass.

Oltre al super Green pass, il governo apre all’obbligo vaccinale

Un altro argomento che il governo sta trattando con le pinze è il quasi innominabile obbligo vaccinale. Prima era solo una voce di corridoio, un argomento tabù; adesso invece questo tema è sempre più reale. Ormai si studia seriamente questa possibilità, ma dato che i numeri non sono ancora quelli del resto d’Europa, al governo ci vanno piano. L’obbligo vaccinale vuole essere la decisione estrema, quella da prendere solo nel caso in cui non dovesse funzionare questo super Green pass, scrive Il Giornale d’Italia.

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