Vaccino obbligatorio, Sandra Zampa (Pd), consulente di Speranza: «Mai escluso»

Cade il tabù sull’obbligo vaccinale a Otto e Mezzo, venerdì 19 novembre. «Non è mai stato escluso, è tra le possibilità», così ha dichiarato Sandra Zampa esponente del Pd, consulente del Ministero della Salute, ospite di Lilli Gruber su La7.

Con i contagi in risalita, in Europa torna l’incubo dei lockdown. Da lunedì 22 novembre, l’Austria sarà il primo paese a reintrodurre il confinamento per tutta la popolazione. Appena una settimana dopo averlo imposto ai non vaccinati, Vienna farà da apripista anche per l’obbligo generalizzato del vaccino anti-Covid, norma che entrerà in vigore a partire dal 1 febbraio. Un’ipotesi da non escludere anche in Italia, dove il green pass sembra non essere sufficiente per arginare l’impatto del numero dei contagiati.

La consulente del ministro Speranza ed ex sottosegretaria alla Salute chiarisce: «L’obbligo vaccinale non è mai stato escluso dal governo, è sempre stato nell’orizzonte delle possibilità. Tanto meno ora. C’è già per alcune di categorie di lavoratori e se si decidesse di introdurlo andrebbe anzitutto a toccare quelle categorie di lavoratori che sono più a contatto con il pubblico. Poi la decisione spetta al decisore politico sulla base dei dati scientifici. Il primo passaggio che farà il governo sarà ascoltare i governatori».

Una rivoluzione potrebbe avvenire anche nei termini per ottenere la certificazione vede: «Il Green pass può prevedere che la durata del tampone sia ridotta come era stato immaginato». Oppure l’altra ipotesi, che nell’immediato avrebbe poche conseguenze, fa sapere la Zampa «potrebbe essere accorciata la durata dello stesso Green pass».

La via maestra resta quella del richiamo al vaccino, prevista a sei mesi dalla scadenza della seconda dose: «dobbiamo correre con la terza dose, attivandoci come per la campagna vaccinale, con particolare attenzione alle persone con più di 70 anni. Al momento abbiamo coperto solo il 40%. Bisogna rinnovare anche l’obbligo per i medici e i sanitari subito».

Il Tempo

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