Il G20 di Roma ha deluso Legambiente: «Clima, mancano impegni concreti».

ROMA, 31 OTT – Dal G20 di Roma Legambiente si attendeva “piu’ risposte e azioni concrete sul fronte della lotta alla crisi climatica. Siamo delusi dal Patto per il clima siglato oggi”. Lo afferma Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente spiegando che “si tratta di un accordo che va a formalizzare quanto gia’ acquisito senza prevedere impegni concreti sulla finanza climatica, a partire dall’Italia che non ha messo sul tavolo il suo giusto contributo – almeno 3 miliardi di euro l’anno – ai 100 miliardi di dollari complessivi promessi a Parigi come impegno collettivo dei Paesi industrializzati per aiutare quelli piu’ poveri nell’azione climatica”. Ora, prosegue Ciafani, “l’auspicio e’ che a Glasgow, dove oggi si apre la Cop26, i grandi del Pianeta riescano a trovare un’intesa per arrivare a un nuovo e ambizioso accordo per clima in grado di mantenere vivo l’obiettivo di 1.5 gradi centigradi dell’Accordo di Parigi, ma anche per accelerare l’adattamento ai cambiamenti climatici, far fronte alle perdite e ai danni delle comunita’ piu’ colpite dall’emergenza, ma anche e soprattutto finanziare adeguatamente l’azione dei paesi poveri e completare il Rulebook, ossia le norme attuative dell’Accordo di Parigi, per renderlo finalmente operativo”.

Ciafani osserva che “per contenere il surriscaldamento del pianeta entro la soglia critica di 1,5 gradi gli anni da qui al 2030 saranno cruciali” per cui serve una riduzione del 55% delle attuali emissioni. Alla Cop26 di Glasgow, “l’Italia dia il buon esempio rispettando gli impegni e gli aiuti promessi. Al presidente del Consiglio Mario Draghi chiediamo che l’Italia a Glasgow si impegni a colmare, entro la fine di quest’anno, il miliardo di euro ancora mancante rispetto ai 4 miliardi di dollari promessi a Parigi per il periodo 2015-2020 e a mobilitare almeno 3 miliardi di euro l’anno, a partire dal prossimo, per garantire la ‘sua giusta quota’ dell’impegno collettivo di 100 miliardi di dollari. Le risorse necessarie possono essere reperite facilmente attraverso il taglio dei sussidi alle fonti fossili”. “Sara’ poi fondamentale – conclude Ciafani – aggiornare al piu’ presto il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima per garantire una riduzione delle nostre emissioni climalteranti di almeno il 65% entro il 2030, andando ben oltre l’obiettivo del 51% previsto dal Pnrr e confermando il phase-out del carbone entro il 2025 senza ricorrere a nuove centrali a gas”.

Affari Italiani

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