Ddl Zan: il piagnisteo degli sconfitti, l’esultanza dei vincitori

Gli sconfitti

“Hanno voluto fermare il futuro”, piagnucola Enrico Letta, in merito alla “tagliola” che ha decapitato il dittatoriale Ddl Zan. “Hanno voluto riportare l’Italia indietro“, continua Letta, su Twitter. “Sì, oggi hanno vinto loro e i loro inguacchi, al Senato. Ma il Paese è da un’altra parte. E presto si vedrà”. Anche il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte risulta infuriato: “Chi oggi gioisce dovrebbe rendere conto al Paese che su questi temi ha già dimostrato di essere più avanti delle aule parlamentari”.

Ma sono molti gli scontenti per il naufragio della nave ribattezzata Ddl Zan. “Ovviamente non credo che fosse previsto questo andare a un voto al buio. Mi si diceva sempre che i numeri c’erano, lo ha fatto anche il segretario Letta… sono dispiaciuta, arrabbiata”, ha detto all’Adnkronos la senatrice dem Valeria Fedeli. “Io credo che ora vada aperta in modo oggettivo e lucido una riflessione seria su tutti i passaggi che ci hanno portato a questa sconfitta, una sconfitta che dobbiamo guardare negli occhi”. Il ddl Zan è finito? “Per adesso sì e la mia prima reazione in aula sono state le lacrime. Sul futuro dello ddl Zan dovremo decidere come e su che base”.

Goffredo Bettini, membro della Direzione del Pd, dichiara: “Il Pd, il segretario Enrico Letta e i suoi gruppi parlamentari hanno condotto una coraggiosa e indispensabile battaglia per i diritti di tutti. Ha difeso i principi fondamentali della legge zan, aprendosi anche ad un confronto teso ad ampliare i consensi. La destra sovranista e le giravolte di tanti parlamentari che si definiscono liberali e riformisti hanno permesso di affossare un provvedimento di civiltà. Non si faccia confusione con contorte autocritiche interne. La responsabilità è dei nostri avversari. Va resa manifesta e chiara agli occhi dell’opinione pubblica”.

Tra chi urla vendetta più forte degli altri c’è poi naturalmente la senatrice Pd Monica Cirinnà: “Non c’è più nessuna possibilità che prosegua il Ddl Zan, i numeri hanno detto questo”. “Dopo 6 mesi si può solo presentare un nuovo testo sullo stesso argomento, ma un nuovo testo”, continua. “Oggi non è finito il Ddl Zan, sono finiti i diritti di chi è perseguitato. Il centrodestra ha votato compattamente contro, erano tutti compatti, militarizzati. In questo momento le persone sono abbandonate a se stesse di fronte ai crimini d’odio – ha concluso – sono triste perché questo paese si allinea all’oscurantismo”.

Con lo stop al ddl Zan oggi al Senato “registriamo un passaggio a vuoto su un percorso di civiltà e di contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza per l’orientamento sessuale. Chi oggi gioisce per questo sabotaggio dovrebbe rendere conto al Paese che su questi temi ha già dimostrato di essere più avanti delle aule parlamentari”. Lo scrive su Facebook il leader del M5S, Giuseppe Conte.

“Tutti si erano schierati dalla parte dei diritti civili, ma alla fine il ddl Zan è stato spazzato via, nel segreto dell’urna, al Senato. Vergognoso“, scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Il ddl Zan doveva diventare legge in pochi giorni, invece sono passati mesi su mesi, scuse su scuse, fino a far saltare il provvedimento. Diciamocelo chiaramente: in Italia ci sono ancora forti discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali. Questa è la verità. In un Paese moderno questo è inaccettabile“, conclude.

Giorgia Meloni

“È una vittoria che non appartiene solo a noi ma anche a tutte le realtà, le associazioni, le famiglie e i cittadini che in questi mesi si sono battuti ad ogni livello per denunciare follie, contraddizioni e aspetti negativi di una follia firmata Pd-Cinquestelle di cui l’Italia non aveva alcun bisogno”, afferma la leader FdI.

“Patetiche le accuse di Letta, Conte e della sinistra: i primi – conclude Giorgia Meloni – ad aver affossato la legge sono i suoi stessi firmatari, Zan in testa, che in questa proposta hanno scritto e difeso fino alla fine norme e principi surreali (dal self-id al gender nelle scuole) che nulla avevano a che fare con la lotta alle discriminazioni“.

Simone Pillon

“Credo sia un bel respiro di sollievo, perché – fermo restando l’intenzione di fermare ogni discriminazione e ogni forma di violenza – noi continuiamo a essere convinti che il Ddl Zan fosse una legge sbagliata. Una legge ideologica. Una legge che sotto la foglia di fico della parità, in realtà mirava a affermare un’ideologia: quella per la quale ‘maschi’ e ‘femmine’ sono concetti culturali”.

Il Giornale d’Italia

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