Pensioni, Lega verso il sì al ritorno legge “Fornero”. I giovani lavoreranno fino a 75 anni

Il governo Draghi è alle prese con la legge di Bilancio. La Manovra dovrà essere pronta entro questa settimana. Ma tra i dodi da sciogliere c’è quello relativo alle pensioni. Tra le ipotesi sul tavolo – si legge su Repubblica – c’è il possibile ritorno alla legge Fornero, con la cancellazione di Quota 100. E la trattativa in corso con le forze di maggioranza potrà solo definire il percorso, graduale ma breve, per far rivivere la soglia dei 67 anni. Ma i soldi stanziati sono quelli scritti nel documento programmatico di Bilancio (Dpb) inviato a Bruxelles, 600 milioni il prossimo anno, 450 nel 2023 e 510 nel 2024. Su questo il premier Mario Draghi non ha intenzione di fare passi indietro. Se ne assumerà tutta la responsabilità quando presenterà, forse già mercoledì o al massimo giovedì, la manovra in Consiglio dei ministri, anche se è ben conscio che il salto di 5 anni, il cosiddetto scalone, è un boccone amaro per la Lega di Salvini, ormai rassegnata a cedere su Quota 100, e psicologicamente difficile da accettare per chi, con le regole attuali, si trova a un soffio dall’uscita dal lavoro.

Ma oltre a chi alla pensione si avvicina, c’è anche – prosegue Repubblica – un esercito di cui non si parla mai. Sono i Fuori Quota o Senza Quota o Quota Zero. Giovani e meno giovani di ieri e di oggi, che non pensano alla pensione perché «tanto non me la daranno mai». Figli della flessibilità del lavoro che da decenni in Italia sforna contrattini e paghette, rendendo la carriera una groviera di intermittenza, buchi, nero. Per i post 1996, quelli che hanno iniziato a lavorare alla fine del secolo scorso o dopo e sono tutti totalmente nel contributivo: prendi quanto versi, il traguardo finale è ben oltre i 70 anni. Chi ci arriverà con assegni poveri potrebbe uscire anche a 75.

Affari Italiani

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