Green pass, Massimo Cacciari: «Draghi se ne strafotte, decide il Pd da 30 anni»

Contro il Green pass c’è anche Massimo Cacciari. Le sue posizioni non sono nuove, ma oggi con l’entrata in vigore della certificazione verde sul luogo di lavoro, l’ex sindaco di Venezia rincara la dose. Nel mirino ci finisce il premier Mario Draghi: «Il Green pass crea una complicazione inaudita, oltre al vulnus di tipo giuridico-istituzionale di cui ho parlato tantissimo volte, anche con fior di giuristi, e di cui ho ormai non dico più nulla avendo la nausea – spiega amareggiato ad affaritaliani.it -. Mi arrivano ogni giorni centinaia di mail, soprattutto da parte di piccoli imprenditori, che segnalano le incredibili complicazioni che l’obbligatorietà del Green Pass crea. Una scelta la cui ragione continua a sfuggirmi”.

Cacciari ricorda come in Italia ci siano le regole “più restrittive del mondo” e nonostante questo abbiamo vissuto “un problema enorme e clamoroso della chiusura delle scuole per mesi”. Non solo, perché per il filosofo questo grande miglioramento nei contagi non c’è stato, così come sul fronte “dell’occupazione delle terapie intensive e dei morti”. Da qui la frecciata al presidente del Consiglio: “Draghi e il governo dovrebbero spiegare perché intendono aggravare ulteriormente la situazione, soprattutto per le piccole imprese, quando questi sono i dati scientifici”.

E ancora, è un fiume in piena contro l’ex numero uno della Banca centrale europea: “Draghi se ne strafotte, sono giochetti che lascia fare ai politici. Draghi si occupa di economia industriale e finanza. È ovvio che tra i partiti quello più convinto sul Green Pass obbligatorio sia il Pd, è la forza politica più governativa di tutte negli ultimi 30 anni”. Un duro sfogo quello di Cacciari che già mesi fa, assieme a Giorgio Agamben, aveva compilato una missiva al vetriolo sulla certificazione verde e il vaccino.

Libero Quotidiano

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