Il nuovo fascismo: attaccare Giorgia Meloni e Rachele Mussolini

È vero come disse il grande filosofo ed economista tedesco Karl Marx che la storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa

Per attaccare Giorgia Meloni, ieri,  il figlio di Bettino Craxi, Bobo, ha postato, su Twitter, il titolone de “Il Popolo d’Italia”, il giornale del PNF, all’indomani del delitto, nel 1924, dell’On. Giacomo Matteotti, coraggioso deputato del Psi : “L’on.Matteotti vittima di un orrendo delitto politico”. Occhiello: Benito Mussolini : “Non ne conosco la matrice”.

Ma, pur rispettando Maurizio Landini, il segretario della Cgil, assaltata dai fascisti di Forza Nuova, egli non ha né il carisma né la statura, politica e morale, che Matteotti dimostrò, sui banchi della Camera, nei primi anni 20, dando voce all’opposizione, non solo dei socialisti, alle violenze e alle aggressioni degli squadristi contro gli anti-PNF, in tutto il Paese. Una voce e un parlamentare che, non riuscendo a contrastare, con le armi della politica, Mussolini affidò al pugnale di Amerigo Dùmini, il principale esecutore del rapimento e dell’assassinio di Matteotti.

E, nell’Italia del 2021, 97 anni dopo quella tragica vicenda, Giorgia Meloni, nata 32 anni dopo la fucilazione del Duce – e molto efficace nella risposta a Provenzano, PD, che ne aveva chiesto l’espulsione dall’arco “costituzionale e democratico” -non può essere accostata a Benito Mussolini, la cui nipote, Rachele, è stata eletta, dai concittadini, consigliera comunale, a Roma, di FdI. E non va criminalizzata per il cognome che porta : sarebbe – anche per un vecchio antifascista, come il giornalista Pierone Sansonetti, ex genero di Ingrao, PCI – una “manifestazione di fascismo”.

di Pietro Mancini – Affari Italiani

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