Green pass obbligatorio, pronta la bozza: le regole del nuovo Stato di polizia

Il premier Mario Draghi si appresta a firmare in vista della nuova deadline del 15 ottobre – quando il green pass diventa obbligatorio per tutti lavoratori – il nuovo Dpcm che sancisce regole, controlli e sanzioni. Il provvedimento, che sarebbe stato messo a punto con il supporto dei tecnici della Sogei, è frutto di una collaborazione tra il Mef, il ministero della Salute guidato da Roberto Speranza e il ministero per l’Innovazione tecnologica capitanato da Vittorio Colao.

Green pass obbligatorio al lavoro dal 15 ottobre, la bozza

Nella bozza, che è stata visionata e presentata dall’Adnkronos, sarebbe previsto che “il Ministero della salute rende disponibili ai datori di lavoro specifiche funzionalità, descritte nell’allegato H, che consentono una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni verdi in corso di validità del personale effettivamente in servizio, di cui è previsto l’accesso ai luoghi di lavoro”. Dunque, a quanto sembra, se sprovvisti di Qr Code, ma regolarmente vaccinati o in linea con quanto previsto per ottenere il green pass, si potrà comunque accedere al luogo di lavoro, dove, dal 15 ottobre, vige la regola di presentarsi provvisti di passaporto vaccinale.

“Nelle more del rilascio e dell’eventuale aggiornamento delle certificazioni verdi Covid19 da parte della piattaforma nazionale DGC – continua la bozza – i soggetti interessati possono comunque avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta che attestano o refertano una delle condizioni”.

Il green pass o il QR code possono essere utilizzati dal datore di lavoro solo per verificare che il dipendente, a partire dal 15 ottobre, sia in regola con la vaccinazione Covid e che possa accedere al posto di lavoro. Infatti, “è fatto esplicito divieto di conservare il codice a barre bidimensionale (QR code) delle Certificazioni verdi COVID-19 sottoposte a verifica, nonché di estrarre, consultare, registrare o comunque trattare per finalità ulteriori rispetto a quelle previste” dalla legge “in esito ai controlli”.

Green pass, revisione allo scadere dello stato di emergenza

A quanto sembra, comunque, è già retromarcia sul Green pass. Secondo quanto annunciato dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa si andrà infatti verso la revisione per il 2022, il tutto da ragionare secondo lo stato dei contagi e delle ospedalizzazioni a fine anno. Un commento che potrebbe non passare inosservato, soprattutto a fronte del fatto che tra pochi giorni, il 15 ottobre scatta l’obbligatorietà alla certificazione verde per qualsiasi mansione lavorativa.

Prima il Green pass solo per il luoghi chiusi e (in teoria) affollati. Poi la certificazione verde ha iniziato a espandersi a macchia d’olio, arrivando anche dove la correlazione sembrava assurda: il presidente del Consiglio Mario Draghi aveva ben imparato la lezione del presidente francese Emmanuel Macron, e il pass si era presto rivelato uno strumento per spingere le vaccinazioni.

A partire dal 15 ottobre il Green pass viene esteso anche sul posto di lavoro, indipendentemente dal fatto che sia dipendente, a contatto con il pubblico, autonomo o da casa. Chiunque dovrà aspettarsi dei controlli a campione e mostrare la certificazione verde ottenuta previa vaccino, tampone negativo o recente guarigione dal Covid certificata da un medico competente.

Il Giornale d’ItaliaImmagine LaPresse

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