Il dott. Pignataro ha curato oltre 700 pazienti in casa: «Curare il Covid non è difficile, basta impegnarsi»

«Dopo questa pandemia avremmo dovuto tenerci per mano e uscirne insieme, e invece c’è solo tanta discordia. Noi vogliamo solo curare e non chiediamo nulla»: così il dottor Nino Pignataro

Il gruppo Facebook creato dall’avvocato Erich Grimaldi, Terapia Domiciliare Covid19, continua a offrire spunti di riflessione nella lotta contro la pandemia.  Il dottor Nino Pignataro, medico di base in pensione che avevamo intervistato qualche settimana fa, ha posto l’accento su temi fondamentali nel corso di una conferenza che si è svolta a Bologna.

«Prendiamo atto che ormai pare che curare sia diventato un reato – dice amaramente Pignataro -. Recentemente sono stato segnalato all’ordine dei medici e non so nemmeno il perché, o meglio lo so: ho consigliato farmaci comuni, ovvero antibiotico e antifiammatorio. E pensare che dopo questa pandemia avremmo dovuto tenerci per mano e uscirne insieme, e invece c’è solo tanta discordia. Noi vogliamo solo curare e non chiediamo nulla. Ci tacciano di qualsiasi nefandezza nonostante abbiamo curato migliaia di pazienti, io personalmente ne ho salvate centinaia».

Invece che attaccare, dunque, «avrebbero dovuto chiedermi come ho fatto, oppure avrebbero potuto conoscere i miei pazienti, guardando sulla pagina Facebook i post di ingresso e i post di guarigione. E invece c’è solo acredine nei nostri confronti e solo per aver curato la gente, io non posso crederci. Non ho mai avuto segnalazioni all’Ordine e ora mi hanno segnalato perché ho curato settecento o ottocento pazienti. Tutti guariti», precisa il dott. Pignataro.

«Noi non potevamo inermi e fermi ad aspettare – racconta ancora – e abbiamo curato questa patologia come tante altre. Trattarla non era difficile: bastava solo impegnarsi, e le guarigioni lo dimostrano. Abbiamo curato un monastero di suore e due intere case di riposo a Napoli». «Nel monastero c’erano suore contagiate, c’erano tre ultranovantenni, alcune con polmonite e altre che desaturavano. Ho  pensato che qualcuno poteva non farcela», vista l’età e le patologie pregresse. La Madre Superiora disse al dottor che erano preparate alla perdita di qualche consorella, visto che in un altro monastero di Torino, tre consorelle ricoverate sono e decedute, ma loro avevano decido di curarsi in convento. «Dopo un mese di impegno da parte mia e di moderatori e psicologi tutte le suore sono guarite e stavano bene. Ora pregano per noi affinché guariamo altre persone», conclude il medico.

Meteoweb.eu

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