Scoop monoclonali di «Fuori dal coro» ignorato: quotidiani come la «Pravda» ai tempi dell’Urss

«Ignorato lo scoop della trasmissione Fuori dal coro (Rete 4) sui monoclonali gratuiti rifiutati. Del sospetto danno erariale segnalato dalla Corte dei conti meglio non parlare. Anche per celare le bufale sugli anticorpi», scrive La Verità.

«Il ministero della Salute traccia il solco, ma è la pala che lo difende. La pala dei grandi giornali che ormai insabbiano sistematicamente le notizie che possono dare fastidio a Roberto Speranza, al Comitato tecnico scientifico e all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). L’ultimo caso, riguarda uno scoop della trasmissione di Rete 4 Fuori dal coro, che ha rivelato come l’Aifa sia indagata per aver rifiutato una quota consistente di anticorpi monoclonali che le era stata offerta gratuitamente».

«La Verità ieri ci ha aperto il giornale, aggiungendo alla notizia una considerazione forse aspra ma doverosa: «Troppi errori, troppi morti: qualcuno deve pagare». In ogni caso, tra tv e prima pagina nostra, difficile, anche per un direttore di giornale ipovedente, o troppo occupato da Fanpage, sostenere di non aver visto nulla. E invece è andata così. Silenzio assoluto. Hai visto mai che una notizia con la «n» maiuscola possa disturbatore il Manovratore. Che in questo caso è ormai una specie di Superiore Entità Terapeutica, che aleggia nelle stanze del ministero e maneggia liberamente circolari, direttive, decreti, codice penale e quel che avanza della Costituzione», scrive Francesco Bonazzi su La Verità.

«Solo che ogni tanto anche la Superiore Entità Terapeutica inciampa in qualche guaio. Come ha raccontato la trasmissione Mediaset diretta da Mario Giordano, la magistratura contabile ha aperto un’indagine per sospetto danno erariale. L’Agenzia diretta da Nicola Magrini avrebbe rifiutato le cure monoclonali che vennero offerte gratuitamente a ottobre 2020, ovvero in piena emergenza, salvo poi dare semaforo verde a marzo 2021, quando però erano diventate a pagamento. Il regalo consisteva in 10.000 dosi di un farmaco che avrebbe potuto salvare un numero imprecisato di vite umane. La Corte dei conti, tuttavia, non ha competenze penali e quindi intanto si parte con un’inchiesta sul danno erariale che sarebbe derivato da questo «ritardo aggravato» di cinque mesi».

«Come si poteva leggere ieri su questo giornale [La Verità, ndr], l’infelice decisione sarebbe stata presa in una riunione ristretta del 29 ottobre 2020 alla quale erano presenti Gianni Rezza per conto del ministero della Salute, Giuseppe Ippolito come membro del Cts che assiste Speranza nelle sue decisioni, e il virologo dell’università di Atlanta Guido Silvestri. Fu un «no» secco, ma a marzo il ministro ci ha ripensato, autorizzando l’acquisto. A pagamento, però».

«Se andassimo a ripercorrere tutto lo stupidario mediatico sulle monoclonali staremmo qui fino a domani», fa notare il giornale di Maurizio Belpietro. «Ma un paio di flash possono bastare per far capire come spesso la sedicente grande informazione, quella, per intendersi, sempre in prima linea contro le «fake news», perda anche l’occasione per rifarsi un minimo la verginità. A febbraio, quando si seppe che il ministero aveva stanziato d’urgenza 400 milioni per le monoclonali, tv e giornali intervistarono vari scienziati assai turbati. Come Giorgio Gilestro, neurobiologo dell’Imperial college di Londra, che parlò su Sky di «spreco di denaro pubblico», affermando che «Il problema dei monoconali è che non funzionano». E ancora lo scorso 21 aprile, intervistato da Famiglia cristiana, anche il prezzemolino Andrea Crisanti fu sprezzante: «Bisogna puntare sugli antinfiammatori e gli anticoagulanti; gli anticorpi monoclonali sono stati imposti all’Italia da una lobby di interesse».

«Mentre, anche nel giro degli esperti ministeriali, ognuno vede le lobby degli altri, le sperimentazioni però vanno avanti, nuovi dati arrivano e le scelte possono, giustamente, anche cambiare. Anche senza entrare nel merito, però, l’Aifa sotto inchiesta per sospetto danno erariale sulle monoclonali è qualcosa che dovrebbe suscitare un minimo di interesse e riflessioni. Invece, niente di tuo questo. Ieri c’era da registrare un desolante silenzio. Si fa prima a citare qualche eccezione, come Affaritaliani.it e il sito della Stampa. Sì, il sito Internet di Torino questa notizia dell’Aifa l’ha ripresa, ma non deve stupire perché nei mesi scorsi aveva seguito con attenzione tutte le nuove ricerche sui farmaci monoclonali».

«Lo strabismo dei cosiddetti giornaloni sui continui inciampi del ministero della Salute, dove perfino Mario Draghi con il suo governo dei Migliori non ha osato cambiare il ministro ossimoro, in realtà non è soltanto un profilo di fairplay nei confronti di testate che fanno le loro inchieste senza partecipare a strani pool di Responsabili dell’informazione. Il problema è che viene sistematicamente cancellata qualunque notizia possa disturbare la narrazione di un governo (principalmente quello di Giuseppe Conte) che fin dal febbraio del 2020, allo scoppio della pandemia cinese, «ha fatto tutto bene». Eppure, tra zone rosse decretate in ritardo, mascherine comprate da faccendieri e truffatori vari, rapporti Oms sbianchettati, banchi a rotelle e via sbagliando, anche il nostro governo si è spesso arrangiato, in bilico fra tragedia e ridicolo. Ma per illustrare il governo migliore del mondo serve sempre una banda selezionata di sordomuti, addetti alla fanfara nazionale», conclude Francesco Bonazzi su La Verità.

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