Inchiesta Pandora: spunta l’aereo di Mancini da 7 mln di dollari ai Caraibi

Nella maxi inchiesta sui conti offshore, denominata Pandora papers, sono stati coinvolti anche il ct della Nazionale Roberto Mancini e il suo stretto collaboratore e amico, il capo delegazione degli Europei Gianluca Vialli. Hanno investito – si legge sul Fatto Quotidiano – soldi in due società registrate alle isole Vergini. Più definita la storia offshore di Mancini. Il Ct aveva investito ai Caraibi nel dicembre del 2008, quando era diventato azionista della Bastian Asset Holdings Ltd. Il mese prima, la società aveva comprato un Piaggio P180 Avanti, un aereo da 6-9 passeggeri, per 7 milioni di dollari. È il bene schermato dietro la scatola offshore.

Il 3 dicembre 2009, – prosegue il Fatto – quando sta per diventare allenatore del Manchester City, Mancini scrive alla sua fiduciaria per annunciare che vuole avvalersi dello scudo fiscale. È quello di Giulio Tremonti: si pagava il 5% del valore dei beni detenuti all’estero, in cambio della non punibilità dei reati tributari. Meno definita la situazione di Gianluca Vialli. Il primo contatto è del 1998, quando Vialli era al Chelsea. Quell’anno viene aperta alle British Virgin Islands la Crewborne Holdings Limited, dietro la quale c’è il Gianluca Vialli Family Trust (Glv Trust). Per un po’, dal 2008 al 2013, i diritti di immagine di Vialli vanno alla Crewborne. “Preferisco mantenere un certo livello di privacy rispetto a questa parte delle mie attività”, ha detto Vialli, “anche per rispetto degli ex azionisti della Crewborne”, società ormai liquidata, che in ultima istanza sono i beneficiari del Trust.

Affari ItalianiImmagine LaPresse

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