Milano, cade aereo da turismo su edificio: 8 morti, uno è un bimbo

Il velivolo, guidato da un 30enne romeno, era appena decollato da Linate diretto in Sardegna: è caduto tra via Marignano e via 8 ottobre 2001. L’edificio colpito si è incendiato. I testimoni: «Aveva il motore in fiamme, è precipitato»

Un aereo da turismo, un Pilatus PC 12 monoelica con 8 persone a bordo, tra cui un bambino, è precipitato tra via Marignano e via 8 ottobre 2001 (per una tragica coincidenza, la via che ricorda la strage di Linate, di cui venerdì ricorre il ventennale), vicino al capolinea San Donato della linea 3 della metropolitana, alle 13.15 di domenica 3 ottobre, e ha preso fuoco schiantandosi contro una palazzina vuota in ristrutturazione. Purtroppo non ci sono superstiti. Ai comandi c’era Dan Petrescu, 30 anni, romeno con cittadinanza tedesca. Tra i sette passeggeri deceduti assieme a lui, c’era una cittadina francese nata in Romania di 65 anni.

Sul posto numerosi equipaggi di vigili del fuoco, 118, polizia e carabinieri. I soccorritori hanno descritto immagini agghiaccianti dal luogo del disastro. Sul posto sono arrivati il sindaco di Milano Beppe Sala e il sindaco di San Donato Milanese Andrea Checchi: la zona dove è caduto l’aereo è infatti al confine tra i due Comuni.

L’aereo caduto era decollato solo 11 minuti prima, alle 13.04, dalla pista principale di Linate. Il velivolo ha effettuato correttamente una manovra verso destra sorvolando la zona dell’Idroscalo e dello scalo merci di Segrate, poi anziché procedere verso sud, nella rotta prevista per arrivare ad Olbia in Sardegna, l’aereo avrebbe svoltato all’improvviso verso San Donato. Lo schianto, secondo i primi rilievi degli inquirenti, è avvenuto in picchiata colpendo il tetto e parte della facciata della palazzina di proprietà del Comune di Milano. Un testimone sentito dagli investigatori ha detto di aver visto fiamme uscire dal motore del Pilatus mentre era ancora in volo. Al momento non risulta sia stato diramato l’Sos da bordo.

L’edificio colpito, che pure ha preso fuoco nell’impatto, è una palazzina in ristrutturazione, di proprietà del Comune, che l’avrebbe data in gestione ad Atm, vicino alla stazione della metropolitana di San Donato. Distrutte dal fuoco anche alcune auto parcheggiate nell’area. Nella palazzina si stavano eseguendo dei lavori per la realizzazione di «una stazione degli autobus a media e lunga percorrenza», come spiega l’architetto Michele Pugliese, direttore dei lavori della struttura. Per fortuna, essendo domenica, era deserta. L’edificio «è in fase di completamento. Mi hanno avvisato, per fortuna non c’era nessuno, ma domattina ci sarebbero stati dentro gli operai. In un altro momento l’impatto poteva causare più morti, soprattutto perché una volta completato ci sarebbe stata dentro la biglietteria, la foresteria degli autisti, gli uffici della stazione. Entro fine anno si pensava di metterlo in funzione».

Alcuni testimoni, residenti in una palazzina a circa 200 metri dal luogo della tragedia, hanno raccontato di aver sentito uno strano rumore, come una sorta di fischio, e poi un botto, di essersi affacciati alla finestra e di aver visto una palla di fuoco. «L’aereo ha colpito la palazzina sulla facciata, con un impatto estremamente violento», ha spiegato Carlo Cardinali, funzionario dei vigili del fuoco di Milano. «Il pilota ha effettuato una virata, quindi si è accorto di qualche anomalia». I resti dell’aereo sono sparsi su un’ampia area attorno al punto dell’impatto.

 

Il Corriere della Sera

VIDEO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.