Ex esperti Cts pagati da Big pharma: Villani nel 2015-2020 ha ricevuto 508.800 €

Villani, fautore dell’iniezione ai bimbi, ha fatto incassare mezzo milione alla Società di pediatria per i congressi. Ha ricevuto soldi da Gsk, Merck, Sanofi e Pfizer, che ha finanziato pure Roberto Bernabei e Massimo Antonelli. Ma tutti e tre negarono conflitti d’interessi.

Il primo comitato tecnico scientifico istituito nel febbraio 2020 «conteneva una manica di persone incompetenti e di persone che non erano assolutamente indipendenti, questo è stato il problema dell’Italia», accusava pochi giorni fa Andrea Crisanti, ospite di Agorà su Rai 3. Il microbiologo si riferiva a «due persone che hanno detto che il virus è morto», squalificando in questo modo il già poco credibile Cts. In realtà c’è altro di cui preoccuparsi, circa la scelta che venne fatta dall’allora capo dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, per fronteggiare l’emergenza Covid secondo le modalità volute dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Tre esperti chiamati a farne parte dichiararono di non avere conflitti di interesse ma dai report Efpia, l’European federation of pharmaceutical industries and associations, la Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche, salta fuori che ricevettero soldi da Big pharma per consulenze o sponsorizzazioni di attività che gestivano. Stiamo parlando di Alberto Villani, responsabile dell’unità operativa complessa di pediatria generale e malattie infeittve dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, presidente fino allo scorso maggio della Società italiana di pediatria (Sip); di Roberto Bernabei, direttore dipartimento di scienze dell’invecchiamento, neurologiche, ortopediche del Policlinico Gemelli di Roma; di Massimo Antonelli, direttore del dipartimento emergenze, anestesiologia e rianimazione sempre del Gemelli.

Quando entrarono nel Cts, sottoscrissero di non avere in corso interessi diretti o indirttei nell’industria farmaceutica, neppure dei tre anni precedenti al 2020 o da più tempo. Tutte dichiarazioni facilmente consultabili sul sito della Protezione civile, però con data settembre o novembre 2020 accanto alle firme. Non dovevano essere presentate al momento stesso della nomina? Andiamo ai fatti. Nei report Efpia vengono indicati il nome dei medici e delle organizzazioni sanitarie con i quali l’azienda ha intrattenuto rapporti di valore.

Sono proprio elenchi, dei pagamenti effettuati dalla società farmaceutica a favore del singolo operatore sanitario per le attività svolte, ovvero ricerche cliniche, servizi professionali, consulenze, formazione. Comprendono i corrispettivi più le spese per trasporti e pernottamento. I report includono anche i trasferimenti di valore intesi come donazioni, sponsorizzazioni dell’organizzazione di convegni, congressi e seminari.

La rendicontazione, individuale nominativa, viene fatta per ogni Stato europeo in cui si è svolta l’attività professionale. La Verità ha controllato le pubblicazioni dal 2015 al 2020 di quattro aziende: la statunitense Pfizer, leader del mercato mondiale, la prima ad avere avuto l’autorizzazione del vaccino anti Covid sviluppato assieme a Biontech; Sanofi, gruppo farmaceutico francese; GlaxoSmithKline (Gsk), gruppo britannico che in Italia produce numerosi farmaci e 21 vaccini (con Sanofi ne ha sviluppato uno anche contro il Covid-19 e attualmente anche in fase 3); Msd, la consociata italiana della multinazionale farmaceutica Merck & Co che «da oltre cento anni ha un ruolo fondamentale nella scoperta di molti dei vaccini utilizzati oggi in tutto il mondo» per bambini e adulti.

Centinaia di pagine forniscono per ogni anno il quadro delle spese sostenute nel nostro Paese dalla singola azienda, non per attività di ricerca e sviluppo ma per compensi a medici, o come supporto finanziario a iniziative varie. Il professor Villani dal 2015 ha preso 11.578 euro tra consulenze e rimborsi spese da Gsk, Msd, Pfizer e Sanofi. Non sono grandi cifre, ma il conflitto di interessi scatta anche per 2 euro. Il professor Bernabei, figlio di Ettore ex direttore generale della Rai, ne ha presi 13.730 da Msd e da Sanofi. Il professor Antonelli, tra il 2017 e il 2018 ha ricevuto da Pfizer 6.427 euro per consulenze e viaggi. Dichiarò di essere stato sperimentatore per il colosso farmaceutico dal 2019 al 2010, ma dei rapporti intercorsi in precedenza non fece cenno.

Quindi nelle riunioni degli esperti che dovevano dare pareri sulla gestione dell’emergenza Covid, oltre che sulla campagna vaccinale, c’era chi aveva un rapporto diretto, economico, con le aziende farmaceutiche. Ma c’è dell’altro. Villani, che è stato presidente della Sip fino a pochi mesi fa ed è un sostenitore del vaccino anti Covid anche per i più piccoli, nel periodo 2015-2020 ha ricevuto almeno 508.800 euro di sponsorizzazioni. Da Gsk e con causale «gestione dell’evento», con ogni probabilità il congresso nazionale che organizza ogni anno, la Società di pediatria ricevette 283.964 euro. Per l’esattezza furono 27.450 euro nel 2015, nel 2016 il contributo divenne di 26.840 euro che passò a 55.729 euro l’anno seguente per salire ulteriormente nel 2018, quando la multinazionale diede 78.175 euro per l’evento «culturale e scientifico» che si svolse a Roma dal 12 al 16 giugno, celebrando con l’occasione i 120 anni di storia della «casa comune di tutti i pediatri italiani». Quelli che penserebbero che «i bambini continuano ad essere serbatoio del virus», come dichiara anche la nuova presidente Sip, Annamaria Staiano.

Nel 2019, per il 75° congresso che si svolse a Bologna, da Gsk arrivarono ben 95.770 euro, lo scorso anno solo 12.200 euro perché con l’emergenza Covid l’attività congressuale era azzerata. Pfizer contribuì nel 2016 con 1.500 euro, l’anno seguente con 31.000 euro e nel 2018 con 42.350 euro. La sponsorizzazione di Sanofi fu di 27.084 nel 2016, di 1.525 euro nel 2017 per diventare 42.016 euro nel 2018. Nel 2020 l’azienda, che in Italia ha uffici e quattro stabilimenti produttivi, ha effettuato due pagamenti alla Sip sotto la voce eventi per complessivi 79.361 euro. Msd non ha dato contributi all’attività congressuale della Sip, ma ha sponsorizzato Italia longeva, associazione nazionale per l’invecchiamento e la longevità attiva presieduta da Bernabei: nel 2018 con 110.000 euro, nel 2019 per 8.000 euro. Pfizer nel 2018 diede 35.000 euro a Italia longeva.

La Verità

 

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