Green pass, barista: «Ho rischiato la vita per lavorare, ho gravi problemi cardiaci per il vaccino»

«Io il vaccino non volevo farlo assolutamente: due anni fa ho avuto una grave forma di pericardite acuta per la quale sono stata ricoverata una settimana in ospedale. Temevo che i problemi potessero tornare con l’inoculazione. Il mio medico di base e il medico vaccinatore però, nonostante le mie preoccupazioni supportate dai referti, non hanno ritenuto vi fosse la possibilità di esenzione e così, pur di poter lavorare, mi sono vaccinata. Il risultato? Dopo due giorni dalla somministrazione la pericardite è tornata e ora sono costretta a riposo assoluto». A raccontare la drammatica storia che la vede protagonista è Naomi Di Donato, 22enne di Modena.

«Lavoro in un bar e onestamente non avevo la possibilità di fare due tamponi a settimana per recarmi al lavoro – spiega la ragazza -. Ho spiegato la mia situazione nel dettaglio al mio medico e in sede di vaccinazione mi sono messa a piangere per la paura legata al pensiero che la pericardite potesse ripresentarsi, ma ho ricevuto rassicurazione totali. Così ho firmato e ho accettato il vaccino».

La prima somministrazione Pfizer

La somministrazione della prima dose di Pfizer è avvenuta domenica 19 settembre. Dopo due giorni con i sintomi classici post-vaccinali (vertigini, nausea e debolezza), martedì sono iniziati i problemi al cuore.
«Ho riconosciuto subito i sintomi della pericardite: dolori al petto e mancanza di respiro – spiega Naomi Di Donato -. Il medico di base mi ha prescritto una visita cardiologica d’urgenza che ho fatto il 24 settembre. Con l’esito si è materializzato quello che temevo: pericardite acuta. Ancora. Mi è crollato il mondo addosso, non volevo crederci, eppure è proprio così».
Nel referto si legge: «Alla luce del quadro di pericardite si pone indicazione a non eseguire seconda dose di vaccino fino alla risoluzione dell’attuale quadro clinico».

Mi ero vaccinata per lavorare e adesso sono in malattia

Insomma, nessuna nuova inoculazione fino alla risoluzione della infiammazione al cuore. «Ci mancherebbe – afferma la 22enne -. Ho messo a rischio la mia vita per poter lavorare nonostante avessi già avuto gravi problemi al cuore e ora dovrei addirittura pensare di fare la seconda dose una volta guarita? Io davvero non capisco perché a fronte di un quadro clinico come il mio non vi sia la possibilità di una esenzione. Adesso non mi resta che aspettare, rispettare il riposo assoluto e sperare di guarire. Il paradosso è che mi ero vaccinata per lavorare e ora sono in malattia. Questa vicenda mi ha sconvolta, è davvero un incubo, e credo sia importante raccontarla a tutti affinché la stessa cosa, se possibile, non accada ad altri».

di Giuseppe Leonelli – LaPressa

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