Il delirio da Covid: bimba guarita cacciata da scuola nonostante il tampone negativo

Ha dell’incredibile la vicenda che vede coinvolta una bimba di seconda elementare: guarita dal Covid, è stata cacciata da scuola dall’insegnante e dalla dirigente nonostante il tampone negativo

La scuola è stata ed è ancora uno degli ambienti più martoriati dalla pandemia di Covid-19 e dalle decisioni politiche che ne sono conseguite. Come se non bastassero tutti i lunghi mesi di didattica a distanza, che hanno segnato gli studenti non solo a livello scolastico ma anche psicologico, nell’era del delirio da Covid ci si mettono anche le insegnanti, ossia coloro che dovrebbero educare e accompagnare gli alunni nella loro crescita.

Ha dell’incredibile la vicenda che si è verificata a Lago, in provincia di Cosenza, e che ha per protagonista una bimba di seconda elementare. La piccola aveva contratto il Covid-19 ma dall’1 settembre era già negativa. La scuola è iniziata il 20 settembre, ma la piccola aveva manifestato paura per il rientro in classe dopo aver contratto l’infezione.

La madre allora ha deciso di informare la maestra del disagio della figlia ma la decisione ha scatenato un inutile caos, di cui la piccola ha pagato le conseguenze. Nonostante fosse guarita da tre settimane e nonostante il tampone negativo per poter accedere in classe, la bimba è stata cacciata dalla maestra e dalla preside. “La stessa maestra mi ha prima telefonata dicendo che avendo avuto il Covid mia figlia, ero stata negligente a non aver presentato apposita documentazione di revoca dell’obbligo di quarantena e che dovevo avvisare il dirigente scolastico”, ha raccontato la madre a QuiCosenza.

E come se non bastasse, l’intervento della preside ha rincarato la dose. “Mi ha invitata ad andare a prelevare immediatamente” la bimba da scuola, “adducendo le stesse motivazioni della maestra: dovevo presentare una documentazione che in realtà non è dovuta”. A quel punto, la madre si è rivolta al sindaco, “Enzo Scanga, il quale mi ha invitato ad esibire i documenti richiesti per evitare che la bimba venisse allontanata da scuola. Ma nonostante io abbia fatto come richiesto, la maestra ha respinto la mia documentazione e mi ha invitata a portare via la bambina che è stata prelevata da scuola e allontanata dalla classe”.

La bambina “ha subito avuto un fortissimo attacco di panico. Io ed il sindaco abbiamo cercato di calmarla e lo stesso, ha chiamato il dirigente per tentare di farle capire che il fatto accaduto era alquanto grave e specificando che, non solo si trattava di una violazione della privacy, ma non era neanche necessario presentare quella documentazione perché il fatto era ormai chiuso, e da tempo. Le mie figlie, infatti, sono negative dall’1 settembre e la scuola è iniziata il 20 settembre, ma lo stesso dirigente ha insistito come le maestre sull’esistenza di tale obbligo”, continua la madre.

La bambina piangendo non è voluta più rientrare in classe. Tutti i giorni rivive l’incubo e la paura di essere cacciata da scuola solo perché ha avuto il Covid. Questo le sta creando un danno psicologico che non ci dà pace. Come se non bastasse, con una mail, ho chiesto al dirigente scolastico di poter visionare gli atti con i quali la scuola mi obbligava a fornire apposita documentazione di revoca della quarantena, ripeto non prevista, ma ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta. Mi preme specificare infine che, se la scuola non mi farà visionare il documento al quale hanno fatto riferimento maestra e dirigente, per difendere i diritti di mia figlia sarò pronta ad esporre denuncia”, conclude la madre.

di Beatrice Raso – MeteoWeb

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