Il dl bollette per contenere i costi potrebbe diventare il solito minestrone all’italiana

L’ex pm più famoso d’Italia, Antonio di Pietro, direbbe: «Ma che c’azzecca». Ed è la stessa frase che suscita la lettura del testo (in bozza ovviamente) del testo del decreto legge che taglia le voci in bolletta per contrastare l’aumento dei costi energetici dopo la pandemia.

Così oltre agli articoli ovvi che prevedono le «misure di contenimento degli effetti dell’aumento di prezzi nel settore elettrico e nel gas naturale» appaiono anche altre disposizioni che poco c’entrano con le finalità del provvedimento.

Si tratta di una serie di semplificazioni di leggi che prevedono, per la loro applicazione, l’adozione di provvedimenti attuativi. Così ad esempio per l’istituzione del corso di laurea in scienza della formazione primaria e di specializzazione in pedagogia e didattica speciale.

Non solo. Il decreto interviene anche sulle accise dei tabacchi, sui metodi di contabilizzazione dei residui attivi e ancora sulla Via (Valutazione impatto ambientale) semplificata e sul personale Ata. Insomma bene semplificare. Ma questo con le bollette che «c’azzecca».

Il Tempo

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