Green Pass obbligatorio, Meloni ed il teatrino della politica

L’opposizione soft di Fratelli d’Italia è la dimostrazione di come il Parlamento abbia similitudini con quello del «ventennio»

«Non ho cambiato idea, io penso che il green pass non sia una misura efficace» afferma la leader di Fratelli d’Italia. Si tratta «solo di un modo per introdurre in modo surrettizio l’obbligo vaccinale». E ancora: «Mi aspetto, adesso che il governo estenda il green pass allo scibile umano, che dica domani che abbiamo risolto il problema del Covid. Se non sarà cosi, qualcuno la responsabilità delle scelte fatte se la dovrà assumere».

Ecco la protesta dell’unica opposizione di un paese che si spaccia ancora per democratico, d’altra parte Meloni è favorevole alla campagna sul farmaco genico sperimentale: evidentemente Big Pharma è importante per le poltrone di ogni colore.

Quindi, nella nostra amata nazione «democratica», abbiamo governo, sindacati, Confindustria e tutto l’arco parlamentare in piena sintonia – Lega compresa -, tranne chi in qualche modo deve fare dell’opposizione per il gioco delle parti. «L’Italia è l’unico governo europeo a introdurre l’obbligo di green pass per lavorare, anche in contrasto con quanto stabilito nella versione europea del green pass che vieta espressamente qualsiasi forma di discriminazione tra cittadini vaccinati e non» fa notare Giorgia Meloni, che ha deciso di stare all’opposizione altrimenti anche i più imbecilli avrebbero capito l’esistenza di un regime dispotico: come ha affermato il filosofo Massimo Cacciari ed il collega Giorgio Agamben.

Torna in mente Berlusconi quando affermò «Forza Italia non partecipa al teatrino della politica, è offensivo mentre il Paese soffre» Nessun inciucio disse «Forza Italia non ha ovviamente alcuna intenzione di partecipare a maggioranze o governi con forze politiche incompatibili».

Quanta ipocrisia è affiorata in questi decenni. Senza tirare in ballo l’attuale ministro Di Maio: «Mai col partito di Bibbiano che toglie bimbi a famiglie».

Adesso il teatrino della politica, tanto «inviso» al Cavaliere, mette in scena un’«opera» unica, come i teatrini delle migliori dittature, un’opera che contiene farsa e dramma insieme e, malauguratamente, non si è a conoscenza della quantità di atti di cui è composta questa odiosa «pièces» teatrale.

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