«La mia vita sconvolta»: il dramma di una donna dopo la prima dose di Moderna

Fa il vaccino e la sua vita cambia all’improvviso. La testa sempre in fiamme, la debolezza, l’insonnia e la mancanza di sensibilità: ecco quello che è accaduto a Mariagrazia Pavone, 31 anni e commessa in un negozio a Torino. Prima dose di Moderna il 22 luglio scorso, poi i problemi uno dietro l’altro, La giovane donna racconta il suo dramma sul gruppo “Danni collaterali” (che raccoglie proprio testimonianze di chi ha avuto reazioni avverse al vaccino) e viene ripresa dal senatore del gruppo Misto Gianluigi Paragone che si batte da tempo contro i vaccini anti-Covid obbligatori e sul quotidiano online Il Giornale di Udine. Nelle ultime settimane si è verificato un vero e proprio boom di segnalazioni sul web, oltre 1500 iscrizioni in poche ore sono comparse all’interno di una nuova pagina Facebook che raccoglie testimonianze spontanee degli utenti.

Mariagrazia scrive: “La testa è sempre in fiamme, non dormo, la mano sinistra ha perso sensibilità e non guido più, non riesco nemmeno a fare una rampa di scale. Ma la referente Aifa mi ha detto che devo fare la seconda dose perché ora sono un soggetto fragile: ma sono fragile per colpa del vaccino. Vi racconto la mia personale esperienza per informazione e condivisione. Ho 31 anni, nessuna patologia tranne un leggero ipotiroidismo sotto controllo da anni con eutirox. Prima dose di Moderna il 22 luglio. I 3 giorni successivi ho avuto i sintomi classici febbre alta, stanchezza e tachicardia alle stelle. La tachicardia mi viene talmente tanto forte che mi manca il fiato, vado in pronto soccorso e mi fanno un controllo. Flebo di Tachipirina (perché avevo ancora 37,5) e mi dicono: va tutto bene, è solo ansia. Il 26 mattina mi sveglio con la testa IN FIAMME. Completamente in fiamme. Mi bruciava tantissimo, nulla mi dava sollievo. Nessun analgesico fa effetto. Il 27 mi sveglio e oltre alle fiamme in testa, la luce mi dà fastidio e sono confusa. Pronto soccorso: esami del sangue, tac alla testa, tutto a posto. Il neurologo mi visita e dice che ha visto parecchi casi come me, di prendere la Tachipirina e di attendere che passerà. Passano 5 giorni e impazzisco, il bruciore alla testa non mi dà tregua, continuo a mettermi il ghiaccio in testa per provare sollievo. Torno al pronto soccorso, analisi del sangue e flebo di analgesico. Tutto ok, il neurologo mi dice: fai una risonanza encefalo per i fatti tuoi se ritieni necessario, ti lascio la prescrizione. Chiamo in una clinica privata, faccio subito la risonanza ed è negativa. Il neurologo dice: forse avrei un po’ di ansia, prendi il valium e vai in vacanza. Fino al 7/8 agosto il bruciore alla testa non mi dà in alcun modo tregua, finché una mattina mi sveglio che comincia a farmi male la gamba sinistra. Mi bruciava il polpaccio, la caviglia, mi tirava tutta la gamba, fino alla coscia esterna, solo a sinistra. Comincio a zoppicare per il dolore. Passa qualche giorno e comincia a bruciarmi il petto, la schiena, la spalla e il braccio sinistro. Comincio a perdere sensibilità al braccio e al piede, continuano a bruciarmi, ho la sensazione di scosse elettriche, spilli, nervi tirati. Ora dovrò fare su richiesta del neurologo una rm encefalo e colonna con contrasto + potenziali evocati somatosensoriali. E valuteremo il da farsi. Ovviamente da un mese io praticamente non riesco più a fare tanto di quello che facevo prima, ad oggi non riesco neanche a tagliarmi una pizza perché la mano sinistra è come un peso morto. Ho fatto segnalazione alla farmacovigilanza“.

Il Tempo

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