In Francia test salivari, l’Italia copia il peggio: solo il green pass

Dopo Marche e Lombardia, Luca Zaia annuncia: «Subito disponibili in decine di scuole». La Francia ne farà 600.000 al giorno: Macron si può imitare solo sul foglio verde? – si legge su La Verità di oggi – «Aspetto con ansia il 13 settembre». Al Corriere della Sera il governatore del Veneto ha detto: «per noi sarà il D-Day, la madre di tutte le battaglie. L’apertura delle scuole l’anno scorso per gli italiani fu un’esperienza dolorosa, stavolta però non si può fallire, dobbiamo evitare la Dad. L’obiettivo è scuola in presenza al 100 per cento, così ecco che già il 13 mattina ai ragazzi farò trovare i tamponi all’ingresso».

Naturalmente, sarebbe auspicabile che una cosa del genere avvenisse in tutta Italia, e non solo a campione, ma in maniera sistematica e totale – scrive Daniele Capezzone su La Verità – il vantaggio di un’operazione del genere si riscontra proprio nel momento critico in cui emerge una positività. Se si adotta lo schema tradizionale, c’è il rischio forte del «tutti a casa». Se invece si usano sistematicamente i tamponi salivari, si può fare uno screening estesissimo, mettere in quarantena gli eventuali altri positivi, ma consentire a tuo il resto della popolazione scolastica di proseguire le attività nei giorni successivi. E in fabbrica, in azienda, o in qualunque altro ambiente di lavoro, sarebbe esattamente la stessa cosa. Consentendo – e questo è un punto anche psicologico da non sottovalutare – un riavvicinamento alla normalità, una fine di tensioni e drammatizzazioni evitabilissime.

Rossano Sasso (Lega), sottosegretario all’Istruzione: «Risulta davvero inspiegabile la veemenza con cui autorevoli esponenti del Cts quotidianamente chiudono a qualsiasi ipotesi di impiego su larga scala dei tamponi salivari» continua La Verità «Uno strumento di cui è stata certificata l’attendibilità, altrimenti l’Iss non li avrebbe validati lo scorso maggio, ma che di fatto è stato relegato in un limbo». In effetti, allo stato, i tamponi salivari non sono ammessi ai fini dell’ottenimento del green pass. Eppure il modello sarebbe a portata di mano: ai nostri confini, proprio nel Paese da cui l’Italia ha mutuato il discutibile strumento della carta verde, e cioè la Francia. Solo per la scuola, la Francia userà da settembre ben 600.000 tamponi salivari a settimana. Non solo: con numeri più piccoli (ma comunque importantissimi: 2-300.000 a settimana), il Paese di Emmanuel Macron ne fa già uso dall’11 febbraio scorso. Curioso che però, in questo caso, il modello francese non venga imitato né importato né propagandato in Italia».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.