Scuola, green pass: in arrivo una piattaforma online per i controlli

Manca sempre meno all’inizio del nuovo anno scolastico e il Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con quello della Sanità e il Garante della privacy, è al lavoro per elaborare le ultime misure che gli istituti scolastici italiani dovranno seguire da settembre per gestire l’accesso alle strutture. Il pensiero, ovviamente, corre subito al Green Pass. Come controllare che tutto il personale (docenti, Ata, amministrativi) sia in possesso della certificazione in corso di validità o che comunque abbia i requisiti – in alternativa si deve presentare la certificazione di avvenuta guarigione dal Covid, un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti o la documentazione che giustifichi la mancata vaccinazione – per andare al lavoro? Ma anche come garantire il rispetto della privacy in fase di controllo?

Una piattaforma online per la verifica dei Green Pass

In questi giorni sono stati soprattutto i presidi a sottolineare le possibili criticità dovuto all’obbligo di Green Pass. Con il controllo quotidiano che porterebbe via tantissimo tempo alla giornata scolastica, per non parlare delle difficoltà di trovare personale da adibire a questa mansione. La soluzione, però, potrebbe essere dietro l’angolo, assumendo – come segnala il sito Skuola.net – la forma di una piattaforma digitale, uguale per tutti.

Green pass, come si entrerà a scuola da settembre

Sarebbe in dirittura d’arrivo, infatti, una web App in grado di verificare rapidamente la validità del documento sanitario presentato dai singoli lavoratori della scuola, da affidare al personale di segretaria. Compito del dirigente scolastico, invece, sarà quello di accertarsi che chi non è in possesso della certificazione verde non entri in classe. L’implementazione della piattaforma digitale, ad ogni modo, rimane al momento una proposta: per la messa in funzione, bisognerà attendere una norma – una modifica in sede di conversione del decreto che disciplina il Green Pass, un decreto ad hoc o un semplice decreto interministeriale – per autorizzarla e metterla in funzione. Inoltre, proprio in queste ore, il Garante della privacy dovrebbe esprimersi sulla compatibilità tra la piattaforma e la tutela dei dati personali.

Green pass e controlli a scuola, come funziona la piattaforma

Mediante questo sistema, in base alle informazioni circolate sinora, il personale di segreteria e il dirigente scolastico dovrebbero essere in grado di controllare solo se i soggetti siano in possesso di un green pass valido, non delle proprie scelte vaccinali. Ciò risponderebbe all’istanza mossa dal Garante della Privacy, da subito non d’accordo con la diffusione delle liste dei docenti “no vax”. Come anticipato, però, al momento nulla è ancora pronto e si ipotizza che almeno durante le prime settimane del nuovo anno scolastico il personale di segreteria si dovrà adoperare per fare i controlli manualmente, senza usufruire di alcun strumento digitale.

Il punto di vista dei presidi

Nel frattempo, di fronte all’ipotesi dell’arrivo di uno strumento capace di snellire non poco le procedure, arriva il plauso dei presidi, inizialmente scettici: “Apprendiamo con viva soddisfazione – recita una nota di Paolino Marotta, presidente di Andis (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici) – che il Ministero dell’Istruzione e quello della Salute abbiano concluso un accordo per implementare una piattaforma web che consenta alle scuole di effettuare più rapidamente il controllo del green pass del personale scolastico”.

Anche perché, come si legge nella stessa nota, “è esattamente quello che l’ANDIS aveva chiesto al Ministro Bianchi lo scorso 19 agosto quando, denunciando l’impraticabilità del controllo della certificazione secondo le previsioni del D.L. 111, aveva sostenuto la necessità di una piattaforma interistituzionale”.

“Auspichiamo – conclude la nota – che adesso il Garante per la protezione dei dati personali possa aderire alla soluzione indicata dai due dicasteri, perché attesterebbe soltanto la validità istantanea del green pass, senza fornire alla scuola altri dati soggetti a privacy”.

Tgcom24Immagine Ansa

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