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Afghanistan, prima strage: i talebani sparano sulla folla

«Oggi il popolo che abita nella provincia afgana chiamata Nangarhar è uscito in strada con le vecchie bandiere dell’Afghanistan. Per fermarli, i talebani hanno sparato e ammazzato trentacinque persone». È la testimonianza che Sky TG24 ha raccolto da un testimone oculare della protesta avvenuta a Jalalabad, capoluogo della provincia orientale di Nangarhar e da 3 giorni in mano agli eredi del movimento del mullah Omar.

I Talebani, “nuovi padroni” dell’Afghanistan, fanno i conti con le prime contestazioni. Il New York Times scrive di proteste in almeno due città, quelle di Jalalabad e Khost. Nella prima la risposta è stata la forza, con i Talebani che hanno aperto il fuoco contro i manifestanti – «centinaia», secondo il Nyt, scesi in strada con enormi bandiere afghane da contrapporre a quella dei Talebani – e picchiato dimostranti e reporter. Jalalabad, capoluogo della provincia orientale di Nangarhar, è da 3 giorni in mano agli “eredi” del movimento del mullah Omar.

Anche a Khost, capoluogo dell’omonima provincia, tante persone sono scese in strada, scrive il Nyt, e il sito di notizie Khaama Press riferisce che anche qui la protesta è degenerata e i Talebani hanno aperto il fuoco «in modo indiscriminato». Il sito parla poi di decine di giovani che si sono radunati nella provincia di Kunar e di video che arrivano dal capoluogo Asadabad dove la bandiera afghana è stata issata su un minareto. Sabato scorso i Talebani hanno rivendicato di avere il controllo della città. Anche la Bbc riferisce di proteste a Jalalabad, Kunar e Khost, mentre al-Jazeera parla di proteste dilagate da Jalalabad a «diverse altre province» senza entrare nei dettagli. 

Il Tempo

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