Il portavoce dei Talebani ha un account su Twitter, non viola gli standard

Incredibile ma vero. Viene negato l’accesso ai social ad un presidente degli Stati Uniti d’America ma viene data ospitalità a Zabihullah Mujahid, portavoce dei talebani, il quale può spiegare via Twitter che «tutti dovrebbero restare a Kabul con piena fiducia» nonostante si sappia cosa possa significare il loro insediamento in Afghanistan.

D’altronde i social censurano chi ha opinioni diverse dalla narrazione imposta dall’attuale regime sanitario dettato dal “pensiero-unico”, pertanto la gestione di queste piattaforme telematiche è più affine all’estremismo islamico che non ad un modello democratico.

Jack Dorsey, Mark  Zuckerberg e chi gestisce Google, YouTube, etc., sono in pratica dei veri e propri dittatori, culturalmente più compatibili con un leader talebano che non ad un presidente – che possa piacere o meno – eletto tramite votazione democratica in una nazione con una Costituzione liberale.

Oramai è assodato che la democrazia «viola gli standard», mentre le dittature (compresa quella sanitaria) sono perfettamente in linea con il modus operandi dei “social media” gestiti dai miliardari del terzo millennio.

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