Studio israeliano: «L’ivermectina cura il Covid», un farmaco a basso costo per scabbia e pidocchi

Un antiparassitario usato per debellare scabbia e pidocchi potrebbe essere una nuova arma contro il Covid. E a un prezzo irrisorio: meno di un dollaro al giorno. Parliamo dell’ivermectina, farmaco usato per combattere i parassiti in molti Paesi poveri, tornata sotto i riflettori per uno studio israeliano che ne sottolinea l’efficacia in alcuni ambiti.

La ricerca dello Sheba Medical Center di Tel Hashomer, conditta dal professor Eli Schwartz fondatore del Center for Travel Medicine and Tropical Disease at Sheba,è stata condotta a partire dal 15 maggio 2020 fino alla fine di gennaio 2021 con l’obiettivo di valutare l’efficacia dell’ivermectina nel ridurre la diffusione virale tra i pazienti non ospedalizzati con COVID-19 da lieve a moderato.

Nello studio sono stato inseriti  89 volontari di età superiore ai 18 anni a cui è stato diagnosticato il coronavirus e che hanno soggiornato nei Covid hotel gestiti dallo stato israeliano. Il 50% ha ricevuto ivermectina e il 50% ha ricevuto un placebo, in base al loro peso. Hanno ricevuto le pillole per tre giorni di fila, un’ora prima di un pasto. I volontari sono stati testati utilizzando un test PCR standard con tampone nasofaringeo con l’obiettivo di valutare se vi fosse una riduzione della carica virale entro il sesto giorno – il terzo giorno dopo la fine del trattamento, riporta il Jerusalem Post.  Quasi il 72% dei volontari trattati con ivermectina è risultato negativo al virus entro il sesto giorno. Al contrario, solo il 50% di coloro che hanno ricevuto il placebo è risultato negativo.

Inoltre solo il 13% dei pazienti trattati con ivermectina era infettivo dopo sei giorni, rispetto al 50% del gruppo placebo, quasi quattro volte di più. “Il nostro studio mostra innanzitutto che l’ivermectina ha attività antivirale”, ha detto Schwartz. “Dimostra anche che c’è quasi il 100% di possibilità che una persona non sia infettiva in quattro-sei giorni, il che potrebbe portare ad accorciare il tempo di isolamento per queste persone. Questo potrebbe avere un enorme impatto economico e sociale”. Lo studio è apparso sul sito di condivisione della ricerca sanitaria MedRxiv ed è ancora in attesa di revisione paritaria da parte della comunità scientifica. 

L’uso dell ivermectina per il Covid in Europa è stato analizzato dall’Ema che raccomanda di non utilizzarlo. «Nell’UE le compresse di ivermectina sono approvate per il trattamento di talune infestazioni parassitarie, mentre le preparazioni cutanee sono approvate per il trattamento di condizioni cutanee quali la rosacea. Ivermectina è altresì autorizzata per uso veterinario in un’ampia gamma di specie animali per contrastare i parassiti interni ed esterni – ha scritto l’agenzia europea del farmaco a marzo – Nell’UE l’uso dei medicinali a base di questo principio attivo non è autorizzato per COVID-19 e l’EMA non ha ricevuto alcuna domanda per autorizzare tale uso».

Il Tempo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *