Intolleranza e arroganza: gli esempi arrivano dall’alto

Ci sono già dei titolari di negozi pronti a discriminare la clientela, violando perfino delle norme: “L’articolo 187 del Regolamento per l’esecuzione del TULPS stabilisce, infatti, che salvo quanto dispongono gli artt. 689 e 691 del codice penale, gli esercenti non possono senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo”. Ma in fondo, alcune dimostrazioni d’intolleranza applicano, in forma volgare, ciò che viene chiesto da chi dovrebbe dare l’esempio rispettando democrazia e Costituzione.

negozio di Milano zona Porta Ticinese

Tutto ciò che non fa parte del pensiero unico, quindi estraneo alle tematiche dell’attuale potere, viene etichettato. C’è l’evergreen “fascista” – per rimanere in tema di green – per chi non si allinea al pensiero “sinistro”, per poi passare al “populista”, “sovranista”, “negazionista”, “terrapiattista” e “no-vax” come forma dispregiativa. Oggi, però, i populisti non sono più citati, non fanno più paura: il M5S governa col Pd, quindi gli ex “populisti” sono automaticamente diventati “santi”.

Adesso sono di moda i negazionisti e no-vax: individui socialmente “pericolosi” secondo l’odierna narrazione, perché chiedono d’applicare le terapie esistenti per curare il Covid-19 al posto d’inoculare un farmaco genico sperimentale: chiedete a Silvio Berlusconi, Donald Trump, Boris Johnson, per esempio, se è stato dato loro in ospedale soltanto Tachipirina con vigile attesa.


E cosa dire del premier Draghi, il quale ha affermato che chi non si fa la “punturina dell’immortalità” è destinato a morire. Qualche “luminare“, di big pharma, ha perfino etichettato chi non intende fare da cavia “sorcio”: un’ associazione d’idee errata ma in qualche modo attinente al contesto. E qualche giornalista – o meglio, un essere iscritto all’Albo -, che ha affermato il tutto ed il suo contrario in ambito Covid-19, godrebbe nel veder morire come mosche chi non si sottopone al “siero divino”. Poi c’è un “filosofo” che vorrebbe le carrozze per gli inoculati e per i no-cavia. Un medico, donna, palermitano, erede di Josef Rudolf Mengele, sogna di poter inviare le carrozze contenenti i no-cavia in un campo di sterminio dotato di “comode” camere a gas. Qualche altra “giornalaia” vorrebbe veder diventare poltiglia verde chi non si fa punzecchiare dal “farmaco paradisiaco” e un “intellettuale” afferma orgoglione che solo gli inoculati appartengono alla razza superiore, mentre gli altri sarebbero peggio dei cani. Insomma, chi più ne ha ne metta. Di conseguenza non c’è da stupirsi se un gestore ignorante – nel senso che ignora la letteratura medica, trascurata perfino da alcuni nostri “esperti” – scriva un cartello con delle idiozie offensive. Un vecchio adagio dice che “Il pesce puzza dalla testa“, ed ogni giorno aprendo i giornali ed ascoltando la Tv abbiamo la prova di quanto quest’aforisma sia azzeccato.

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