Obbligo vaccinale per i sanitari: ospedale costretto a tagliare posti letto

Sono 161 i dipendenti Asl a casa senza stipendio, altri 700/800 in bilico. L’assessore Widmann: «Si stanno assumendo una grande responsabilità». In Alto Adige continuano a calare le prenotazioni per le vaccinazioni: fino all’11 luglio in tutta la provincia sono solo 2.026, secondo quanto riportato da quotidiano Alto Adige, la riduzione sarebbe iniziata nei reparti di nefrologia e dermatologia.

BOLZANO. A causa dell’obbligo vaccinale per i sanitari, il personale che non intende fare da cavia al farmaco genico sperimentale è stato sospeso dal servizio creando problemi gestionali. Tant’è che l’ospedale di Bolzano ha dovuto tagliare i primi posti letto per carenza di operatori sanitari. Soprattutto infermieri. La riduzione è iniziata nei reparti di nefrologia ed in dermatologia, prosegue il quotidiano Alto Adige.

Il Tappeiner di Merano è in sofferenza per la riabilitazione, mentre Bressanone deve ridurre l’attività chirurgica delle sale operatorie. Molto preoccupato l’assessore alla sanità Thomas Widmann: «Davvero un bel guaio. Mi chiedo se i dipendenti Asl che continuano a dire no al vaccino, si rendono conto della grande responsabilità che si stanno assumendo perché purtroppo dovremo ridurre i servizi alla popolazione. La resistenza più strenua è degli infermieri. Possiamo anche raccontare che ci prepariamo a nuove assunzioni, ma la realtà è che non sappiamo dove trovarli».

Il momento è molto critico. «Vogliono essere liberi di non vaccinarsi, ma la popolazione che l’ha fatto vuol essere altrettanto libera di non trovarsi in autunno con gli ospedali pieni di pazienti covid». L’Asl ha sospeso – tra le prime Aziende sanitarie in Italia – i primi 161 operatori sanitari non vaccinati che – in base al decreto Draghi – fino al 31 dicembre non potranno più entrare in reparto. Si tratta di 63 persone in servizio nel Comprensorio di Bolzano, 47 a Merano, 18 a Bressanone e 21 a Brunico. A cui aggiungerne altre 12 che lavorano fuori dall’Azienda, soprattutto nelle case di riposo.

E quel che è peggio è che altri 700/800 dipendenti sono in bilico. Ricordiamo che in totale sono 2.400 gli operatori sanitari non vaccinati – tra pubblico e privato – che lavorano in Alto Adige. «Sono convinto – riprende l’assessore – che riusciremo a convincere qualcuno, ma amareggiato perché da mesi facciamo veramente di tutto per convincere attendisti ed indecisi con risultati al di sotto delle aspettative».

La cosa strana, secondo noi de LaPekoraNera, è che nessuno si domandi il perché dei professionisti in ambito sanitario si rifiutino di fare da cavie.

Monika Elisabeth Zäbisch, direttrice medica del San Maurizio, dice che l’ospedale ha dovuto chiudere i primi letti in Nefrologia e Dermatologia. «Stiamo reagendo, facendo i salti mortali, ma quando i numeri non tornano purtroppo non ci resta che chiudere letti. E ci dispiace moltissimo perchè alla fine chi ci rimette è il paziente ma se non ce la facciamo … non ci resta altra soluzione. I problemi maggiori li avremo nei reparti in cui si concentrano 4/5 sospensioni… lì dobbiamo capire come riuscire a coprire i turni». Visto anche il periodo di ferie. «Ogni giorno la situazione cambia, dobbiamo adattarci, riprogrammare il lavoro. Non è facile».

Reinhold Perkmann – presidente del sindacato primari Anpo – dice che manca informazione: «Leggiamo i giornali, abbiamo appreso che solo a Bolzano mancano 63 operatori, un numero importante. Ma a noi non è stato comunicato nulla. Non sappiamo come l’ospedale intenda riorganizzare il lavoro».

In Alto Adige continuano a calare le prenotazioni per le vaccinazioni: fino all’11 luglio in tutta la provincia sono solo 2.026. Provincia ed Asl per convincere gli indecisi la settimana prossima faranno girare per l’Alto Adige due Vax Bus, veri e propri centri vaccinali allestiti a bordo di mezzi Sasa. Il cittadino potrà salire e farsi immunizzare. Intanto domani altri Vax day in Valle Aurina e il 9 luglio a Rio Pusteria, conclude il quotidiano Alto Adige.

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