Patuelli: “La banche si preparino a una pandemia tecnologica”

Per il Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana servono ingenti gli investimenti sulla sicurezza, ma anche interventi per sostenere la ripresa

Dopo la pandemia di Covid-19, bisogna prepararsi a fronteggiare una pandemia tecnologica, non meno pericolosa. E’ quanto sostiene il Presidente dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana) Antonio Patuelli: “Le banche devono essere previdenti su tutto, preparate anche all’imprevedibile, pure ad una possibile ‘pandemia tecnologica’ contro la quale sono ingenti gli investimenti bancari per la sicurezza”, ha detto nel corso della sua relazione all’Assemblea dell’associazione.

“Anche dopo la pandemia – ha aggiunto – le banche vivranno in un mondo globalizzato e dovranno combattere ogni rischio. Apprezziamo quanto stanno facendo le Autorità di Vigilanza e di Garanzia dei mercati, come la Consob, nel combattere le illegalità finanziarie che sono cresciute nella rete”.

PATUELLI: NONOSTANTE LA PANDEMIA, LE BANCHE NON SI SONO FERMATE

Nel suo lungo intervento, Patuelli ha sottolineato con orgoglio come nel contesto “complesso e drammatico” della pandemia di Covid-19 “le banche hanno continuato ad operare nonostante tutto”, senza mai fermarsi. Gli istituti di credito si sono “impegnati a ridurre gli effetti delle crisi finanziarie precedenti, coinvolte profondamente negli effetti sanitari ed economici della pandemia, hanno lavorato tutti i giorni, assommando ai tanti compiti, quelli straordinari conseguenti al Covid. La pandemia non ha trovato impreparato il mondo bancario in Italia che, dopo importanti, complessi e costruttivi negoziati fra l’Abi e le organizzazioni sindacali del settore, a fine 2019 aveva realizzato il nuovo lungimirante Contratto Nazionale di Lavoro, che prevede anche forme di lavoro inaspettate e ha favorito il costante dialogo costruttivo che ha permesso di definire continuamente nuovi accordi anche per tempi eccezionali”.

PATUELLI: IL RUOLO DELL’EUROPA FONDAMENTALE NELLA LOTTA ALLA PANDEMIA

“L’Unione Europea era in crisi quando è arrivato il Covid, dopo difficoltà e lacerazioni culminate nella Brexit. La pandemia ha stimolato un salto di qualità nella Ue, con innovazioni rilevantissime“, ha detto Patuelli. “La Bce, con l’impegno determinante della Banca d’Italia, è all’avanguardia nelle iniziative che hanno messo in sicurezza l’Euro che ha molto limitato i pericoli di gravi crisi finanziarie dei Paesi membri, a cominciare dai più indebitati, come l’Italia. La Vigilanza della Bce ha introdotto provvedimenti di flessibilità e di stabilità per prevenire crisi bancarie. Altri organismi europei, dal più ampio perimetro di Paesi membri, come l’Eba, ora a 27, hanno alternato flessibilità e rigidezze frutto delle complessità a raggiungere compromessi”, ma, ha aggiunto, “la nuova definizione di default e le regole più stringenti del calendario dei crediti deteriorati mal si sono conciliate con la pandemia”. Patuelli ha ricordato come la Ue “ha risposto al Covid con il grande programma di sviluppo e con le vaccinazioni che rappresentano, con gli interventi finanziari, i primi grandi programmi concreti della Ue di fronte a una grave emergenza. L’Unione Europea sta muovendosi a ‘due velocità’, con l’area dell’Euro più avanzata ed innovativa. Ma non basta”.


PATUELLI: DOPO LA PANDEMIA, ITALIA ANCORA PIU’ INDEBITATA

Patuelli ha inoltre rimarcato come “per la riduzione dei costi di struttura le banche in Italia hanno fatto rilevanti passi in avanti, con piani industriali discussi con le rappresentanze sindacali, rifiutando il licenziamento come metodo per ridurre il personale”. A suo modo di vedere, l’Italia “uscirà dalla pandemia ancor più indebitata: il risanamento finanziario non dovrà gravare ulteriormente sulle imprese, che sarebbero penalizzate nella concorrenza internazionale, né sulle famiglie. Necessita correggere l’lrap, di dubbia costituzionalità, che grava sulle imprese a prescindere dal reddito che producono o meno”. Secondo il presidente di Abi, “gli enormi sforzi delle banche” a sostegno di famiglie, giovani e imprese “non bastano” perché “quando sarà davvero finita la pandemia, tutto non potrà e non dovrà tornare come prima”.

PATUELLI: I PROSSIMI PASSI PER SOSTENERE LA RIPRESA

“Occorre promuovere una grande crescita economica e sociale con imponenti investimenti per un forte sviluppo sostenibile, utilizzando al meglio i fondi della Ue e incentivando i risparmiatori italiani ad investire non solo in Titoli di Stato, ma anche in obbligazioni convertibili e in azioni di società”. Inoltre, bisogna “incoraggiare gli investimenti in ricerca scientifica in Europa e in Italia per essere più efficaci e rapidi in ogni eventualità. La tutela della salute e dell’ambiente devono essere priorità in ogni ambito: gli sforzi non sono mai sufficienti e risolutivi. Occorre sia anche rivitalizzata l’Onu”.

Patuelli si è occupato anche di parità di genere: “Nella tutela delle differenze di genere non possono esservi penalizzazioni delle carriere professionali: le donne siano davvero libere di scegliere senza che sia il genere a farlo per loro”.  Le banche “debbono essere d’esempio con i maggiori livelli di professionalità e onorabilità richiesti dalle norme e dalle complessità dei compiti, con forti sensibilità etiche in tutte le operazioni, dall’impegno nella lotta al riciclaggio e all’usura, all’ulteriore crescita dei pagamenti tracciati”.

“Le banche e chi vi lavora hanno sviluppato formazione, tecnologie ed organizzazione per rendere possibili operazioni finanziarie di massa per prevenire le crisi delle imprese, a invariata legislazione bancaria, finora con diversi milioni di pratiche decise di moratoria e circa 2.300.000 prestiti nuovi o ampliati, più o meno garantiti, per oltre duecento miliardi di euro. Inoltre, “le banche sono molto impegnate a sostegno dei giovani, innanzitutto per i nuovi mutui molto agevolati loro dedicati”.

PATUELLI: STOP PRIVILEGI FISCALI E SVOLTA GREEN

“Occorre più equità innanzitutto correggendo i privilegi fiscali dei grandi gruppi tecnologici internazionali“, ha aggiunto Patuelli. Inoltre, “è indispensabile la riduzione delle emissioni, la rapida crescita delle energie rinnovabili e dell’economia sostenibile. Bisogna porre argini al disordine delle criptovalute, che valute non sono, e ai fortissimi rischi di illegalità che nascondono”. Secondo Patuelli, poi, è anche necessario “‘costituzionalizzare’ il Web, combatterne costantemente gli abusi e garantirne la sicurezza dagli infiniti rischi di illegalità, sopraffazioni e disuguaglianze: dovrebbe essere una missione fondamentale dell’Onu per garantire a ciascuno l’uguaglianza dei doveri e dei diritti. La Ue deve impegnarsi a fondo per uno spazio comune di tutela dei dati”.

Affari Italiani

Condividi


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *