Torino come Bibbiano: “Mi hanno portato via mia figlia”

Violetta (nome di fantasia) da oltre un anno e mezzo è stata sottratta alla sua famiglia dagli operatori sociali. Salvatore Salerno, il padre, ha intrapreso una battaglia per “riavere con se sua figlia e per tutti i bambini, per l’abuso del sistema che si occupa degli affidi alle case famiglia”. La bambina fu data in affidamento al papà, separato dalla madre, in quanto si era appurato che i comportamenti della donna erano lesivi per la psicologia della bambina.

La Gazzetta Torinese, nell’agosto 2020, ha intervistato l’avvocato dott. Francesco Miraglia, legale di Salvatore Salerno, padre della piccola.

Il legale va giù pesante sulla situazione parlando di “Torino come Bibbiano” mettendo in luce gli “abusi e i ricatti” – parole sue – di un mondo poco chiaro identico a quello già noto di Bibbiano di cui tanto si è parlato: “la differenza fra il mondo di Bibbiano e Torino è pari a zero” così il Dott. Miraglia parte subito all’attacco nella sua invettiva. “Già meno di un anno fa ho presentato un esposto alla procura della Repubblica di Torino nel quale esponevo 3/4 casi secondo me emblematici di un modus operandi dei servizi sociali e del Tribunale di Torino e di tutto ciò che sta intorno”

Ma del caso specifico che riguarda Violetta (nome di fantasia) cosa ci può dire?
“La bambina è stata allontanata dal papà ancor prima che che venisse depusitata la Ctu. Vi è stato un vero è proprio ricatto nei confronti del padre”

Di quale ricatto ci sta parlando Dott. Miraglia?
“O convinci tua figlia a vedere la madre o altrimenti tu non vedrai più tua figlia”

Ma la bambina voleva incontrare la madre?
“Assolutamente no, non aveva alcuna intenzione, ed è tutto scritto. Ho scritto tutto al giudice denunciando questa vera e propria estorsione, ma per tutta risposta la mia segnalazione è stata mandata al presidente del Tribunale per una cosiddetta supervisione. La vediamo di fatto come un’intimidazione, ma noi non ci facciamo intimidire da nessuno”

Ci parli delle vicenda nel suo complesso, perché la bimba è stata allontanata prima dalla madre e poi il papà ha chiesto nuovamente l’aiuto dei servizi sociali?
“Il problema è serio, era molto chiaro il comportamento della madre nei confronti della figlia e per questo che fu affidata al padre che ha chiesto aiuto ai servizi sociali viste le difficoltà psicologiche ancora in essere della piccola. Nessuno vuole impedire che la mamma veda la figlia, ma si chiede di tutelare la bambina e non scaricare le colpe di un servizio inefficiente del servizio sociale che dopo cinque anni che segue il caso arriva all’allontanamento della minore, e che chiede poi successivamente al padre di intervenire per far incontrare la madre. Assurdo”

Ha esordito facendo un’equiparazione con i casi di Bibbiano, può spiegarci meglio?
“Mi pare evidente nel momento in cui un minore viene allontanato ancor prima che una Ctu venga depositata. Pare che molte case famiglie a Torino siano gestite da giudici onorari, con un conflitto di interesse evidente. Ci sono allontanamenti facili tanto che la Regione Piemonte ha istituito una commissione. Il problema purtroppo è in tutta Italia.

Come procede ora la vostra azione legale?
Abbiamo depositato istanza urgente di revoca ed abbiamo depositato querela alla Procura della Repubblica per la estorsione (fra virgolette) nei confronti di chi si è occupato del caso cioè i servizi sociali, ma anche nei confronti della Ctu: a Torino è chiaro che sono sempre le stesse Ctu che girano intorno ai Tribunali e fanno le relazioni. Merita di essere attenzionata anche dallo stesso Presidente del Tribunale la situazione, non si può accettare soprattutto in tutela dei minori”

Secondo lei chi quindi il maggior responsabile di tutto ciò?
“Sicuramente il tribunale, che non può fare un copia incolla di ciò che dicono i servizi sociali. È il tribunale che ha il diritto e il dovere di analizzare a fondo la segnalazione dei servizi sociali che potrebbero anche essersi sbagliati. Nel caso specifico la Ctu ha scritto dicendo che ci sarebbe stato un comportamento manipolatorio del padre nei confronti della minore, e il tribunale cosa fa? Non aspetta neanche di depositare la Ctu e agisce subito senza andare a fondo”

Ci parli della bambina del caso, dottor Miraglia.
“La bambina è stata prelevata a febbraio da scuola, una bambina che frequentava le elementari con profitto, faceva sport, attività ludiche e una vita agiata, ed è stata allontanata dalla sorella, peggio di un delinquente. Ci manca solo che una bambina venga dichiarata colpevole dell’intera vicenda. Ma che razza di giustizia è questa?”

Intanto si stanno mobilitando in parecchi per la piccola Violetta: dopo il nostro articolo la pagina Facebook ha raggiunto gli oltre 1000 follower, e la trasmissione for Music di Grp tv ha parlato in diretta del caso. La battaglia per “la piccola Violetta” negli intenti del papà e dell’avvocato Miraglia, è solo agli inizi.

Il fatto avviene l’11 Febbraio. Ricordiamo a tal proposito che la bambina fu data precedentemente in affidamento al papà separato dalla madre: l’affidamento fu dato in quanto si era appurato che i comportamenti della donna erano lesivi per la psicologia della bambina.

Oggi abbiamo intervistato l’avvocato dott. Francesco Miraglia, legale di S.S., padre della piccola. Il legale va giù pesante sulla situazione parlando di “Torino come Bibbiano” mettendo in luce gli “abusi e i ricatti” – parole sue – di un mondo poco chiaro identico a quello già noto di Bibbiano di cui tanto si è parlato: “la differenza fra il mondo di Bibbiano e Torino è pari a zero” così il Dott. Miraglia parte subito all’attacco nella sua invettiva. “Già meno di un anno fa ho presentato un esposto alla procura della Repubblica di Torino nel quale esponevo 3/4 casi secondo me emblematici di un modus operandi dei servizi sociali e del Tribunale di Torino e di tutto ciò che sta intorno”

Ma del caso specifico che riguarda Violetta (nome di fantasia) cosa ci può dire?
“La bambina è stata allontanata dal papà ancor prima che che venisse depusitata la Ctu. Vi è stato un vero è proprio ricatto nei confronti del padre”

Di quale ricatto ci sta parlando Dott. Miraglia?
“O convinci tua figlia a vedere la madre o altrimenti tu non vedrai più tua figlia”

Ma la bambina voleva incontrare la madre?
“Assolutamente no, non aveva alcuna intenzione, ed è tutto scritto. Ho scritto tutto al giudice denunciando questa vera e propria estorsione, ma per tutta risposta la mia segnalazione è stata mandata al presidente del Tribunale per una cosiddetta supervisione. La vediamo di fatto come un’intimidazione, ma noi non ci facciamo intimidire da nessuno”

Ci parli delle vicenda nel suo complesso, perché la bimba è stata allontanata prima dalla madre e poi il papà ha chiesto nuovamente l’aiuto dei servizi sociali?
“Il problema è serio, era molto chiaro il comportamento della madre nei confronti della figlia e per questo che fu affidata al padre che ha chiesto aiuto ai servizi sociali viste le difficoltà psicologiche ancora in essere della piccola. Nessuno vuole impedire che la mamma veda la figlia, ma si chiede di tutelare la bambina e non scaricare le colpe di un servizio inefficiente del servizio sociale che dopo cinque anni che segue il caso arriva all’allontanamento della minore, e che chiede poi successivamente al padre di intervenire per far incontrare la madre. Assurdo”

Ha esordito facendo un’equiparazione con i casi di Bibbiano, può spiegarci meglio?
“Mi pare evidente nel momento in cui un minore viene allontanato ancor prima che una Ctu venga depositata. Pare che molte case famiglie a Torino siano gestite da giudici onorari, con un conflitto di interesse evidente. Ci sono allontanamenti facili tanto che la Regione Piemonte ha istituito una commissione. Il problema purtroppo è in tutta Italia.

Come procede ora la vostra azione legale?
Abbiamo depositato istanza urgente di revoca ed abbiamo depositato querela alla Procura della Repubblica per la estorsione (fra virgolette) nei confronti di chi si è occupato del caso cioè i servizi sociali, ma anche nei confronti della Ctu: a Torino è chiaro che sono sempre le stesse Ctu che girano intorno ai Tribunali e fanno le relazioni. Merita di essere attenzionata anche dallo stesso Presidente del Tribunale la situazione, non si può accettare soprattutto in tutela dei minori”

Secondo lei chi quindi il maggior responsabile di tutto ciò?
“Sicuramente il tribunale, che non può fare un copia incolla di ciò che dicono i servizi sociali. È il tribunale che ha il diritto e il dovere di analizzare a fondo la segnalazione dei servizi sociali che potrebbero anche essersi sbagliati. Nel caso specifico la Ctu ha scritto dicendo che ci sarebbe stato un comportamento manipolatorio del padre nei confronti della minore, e il tribunale cosa fa? Non aspetta neanche di depositare la Ctu e agisce subito senza andare a fondo”

Ci parli della bambina del caso, dottor Miraglia.
“La bambina è stata prelevata a febbraio da scuola, una bambina che frequentava le elementari con profitto, faceva sport, attività ludiche e una vita agiata, ed è stata allontanata dalla sorella, peggio di un delinquente. Ci manca solo che una bambina venga dichiarata colpevole dell’intera vicenda. Ma che razza di giustizia è questa?”

Ieri, 28 giugno 2021, una nuova protesta per la piccola Violetta, a Collegno, davanti al centro Civico di via Pianezza 2: la promessa del papà di Violetta: “Saremo qui anche tutte le settimane. Per riportare Violetta a casa sua, come espressamente richiesto da lei dalle poche telefonate fatte in presenza degli operatori”.

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