Bologna, transfemministe calpestano foto del Papa e di politici ostili

BOLOGNA – Un corteo in Piazza dell’Unità e una “rivolta Pride” nel Parco di Villa Angelletti per la settimana transfemminista e trasnazionale con “Non una di meno” e le associazioni Lgbt. La parola d’ordine della mobilitazione è “molto più di Zan“. Il primo appuntamento è il primo luglio alle 18 nel cuore della Bolognina per una manifestazione di protesta nel giorno in cui la Turchia si ritirerà ufficialmente dalla Convenzione di Istanbul. “Ci mobilitiamo insieme alle donne e le persone Lgbt che in Turchia stanno combattendo contro l’autoritarismo patriarcale di Erdogan, si legge su LaPressa. L’attacco alla Convenzione di Istanbul, che mira a prevenire e combattere la violenza maschile e di genere e che riconosce la famiglia come uno dei luoghi centrali in cui quella violenza si consuma, ci riguarda direttamente”, spiegano le attiviste che hanno presentato la settimana di mobilitazione con una performance in piazza Nettuno: una sfilata transfemminista che mette nel mirino della protesta rosa i leader politici della destra conservatrice.

Al posto del red carpet un telo ricavato da un sacco nero della spazzatura con sopra attaccate le foto di Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Donald Trump, Recep Erdogan, Sinone Pillon, Papa Francesco e Mario Adinolfi, sul quale le femministe bolognesi hanno sfilato a piedi nudi, lasciando una scia di impronte di vernice rosa.

“Scendere in piazza il primo luglio significa riaffermare la nostra determinazione a combattere la violenza maschile e di genere in tutte le sue forme, dentro e fuori casa, sui posti di lavoro, nelle sue manifestazioni razziste. In occasione del primo luglio riprendiamo lo spazio pubblico per rendere chiaro che la nostra lotta continuerà, tanto più oggi che con il Pnrr viene programmata la ricostruzione patriarcale della società post-pandemica”, è il messaggio di “Non una di meno”.

Sabato 3 luglio i collettivi e le associazioni Lgbt di Bologna con il nodo locale di Non Una Di Meno scendono si ritrovano insieme alle 16 a Villa Angeletti “contro la violenza strutturale eterocispatriarcale rivendicando la propria autodeterminazione. Quest’anno il Pride sarà ‘Rivolta Pride’”, per chiedere molto di più del Ddl Zan. “Una semplice misura repressiva non ci basta. Desideriamo un’educazione al genere, a sessualità e all’affettività in tutte le scuole. Vogliamo la possibilità di accedere alla carriera alias in tutti i percorsi formativi. Pretendiamo un accesso alla salute reale per le persone sieropositive, per persone disabili, per le donne, per le persone trans e per le lesbiche. non abbassiamo la testa, non rimaniamo in silenzio”, assicurano le femministe bolognesi.

Quale futuro per le prossime generazioni? Amici lettori, fateci sapere le vostre opinioni in merito.

Foto: Feministpost.it

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